Rompo il mio forzato e autoimposto silenzio, incalzato dagli eventi e da alcuni amici qui on-line. Parto con alcune considerazioni sul circolo: alcune cose sono state già dette, ma preferisco riproporle organicamente piuttosto che affidarmi alla frammentarietà dei commenti ai post.
Oggi il circolo on-line non è una macchina di produzione del consenso e di idee (salvo rare e felici eccezioni) ma un forum di opinione. Va benissimo avere uno spazio aperto dove ciascuno possa dire la sua, ma è opportuno strutturare un'area apposita, estremamente tematica e moderta, dove si discuta di dati e cose concrete, postando contributi, esperienze personali, e mettendo da parte anche le proprie idee e pregiudizi, ma aprendosi integralmente al confronto in chiave più pragmatica. Superare i limiti e le angustie intelletuali di ciascuno è in fondo il compito chiave del Pd e dovrebbe essere enunciato a chiare lettere. Dobbiamo insomma, e con noi tutti i circoli, diventare una think thank dal quale tirare fuori proposte ed iniziative da far conoscere al Pd, al governo ombra, ai deputati e senatori Pd (ed al riguardo sarebbe opportuno avere un elenco di tutti i membri delle commissioni che sono il luogo dove le leggi prendono forma). In questo senso la home del circolo più che un luogo dove ospitare articoli dovrebbe diventare il luogo dove presentare in modo organico le ns. idee, già in forma di proposte, per darle il maggior risalto possibile. Tutto il lavoro redazionale invece dovrebbe confluire nella nuova think thank area, che dovrà essere regolamentata, molto rigida nei confronti degli ot, destinata esclusivamente a quanto detto sopra, che dovrà essere l'attività principale del ns. circolo. Gaggi, sul Corsera, spiegava il modello Obama: il web ha un ruolo fondamentale, vediamo di creare un modello di successo anche in Italia.
Parlo di Obama e non a caso, per parlare del Pd. Mi dispiace ma credo che non ci siamo. Non voglio iscrivermi alla lista dei contestatori di Veltroni, ma qualche rilievo è doveroso. Non rimprovero al segretario la scelta del dialogo con Berlusconi, era giusto provarci, oggi è tutto più difficile, e credo che a Berlsuconi vada bene così, perché è l'unico sistema con il quale riesce a sopravvivere, anche perché trova sempre una sponda (Di Pietro) sull'altro fianco (poniamo fine all'alleanza). Si ripropone insomma il gioco della parti, con il quale spariscono tutti i temi concreti, e così le rsposnabilità. Sono vent'anni che andiamo avanti così e dubito che le cose possano cambiare se non cambiano gli uomini. Veltroni ha annunciato una manifestazione ad ottobre: dico da subito che non vi aderirò, perché è inutile senza avere un partito. E' inutile cercare nella piazza un'unità di idee e di intenti, che non sia quella dell'antiberlusconismo. Mi dispiace essere netto, ma ribadisco il mio no. Chiedo anche di muoversi perché si faccia un Congresso, è troppo tardi in Ottobre, andrebbe fatto subito. Già oggi abbiamo correnti che distribuiscono tessere (e questo sarebbe il nuovo ?), ad ottobre ci ritroveremo a fare la conta. Troppo tatticismo, troppi compromessi, si paga un prezzo altissimo, il prezzo di una idea innovativa e rivoluzionaria, che rischia di essere azzerrata. Salvati oggi ha scritto che la battaglia è per un Pd che crede in un sistema bipolare in grado di vincere al nord, autosufficiente e un partito che si frantumi nelle logiche delle coalizioni e delle identità distinte. Un Pd che applichi sistematiche spartizioni di poltrone e un Pd che scelga invece con un vero processo democratico. A Salvati piace questo Pd, e a me pure, e più che lasciar spazio ai quarantenni come chiede Cuperlo sarebbe ora di lasciare spazio ai trentenni, a farla finita con tutta una classe di leader falliti, che ogni giorno rilasciano interviste e comunicati stampa, ma che quando si tratta di metterci la faccia, sono sempre imboscati da qualche parte, e poi li ritroviamo sempre lì. Basta. E se anche si dovesse ricominciare da capo, (ma abbiamo davvero mai iniziato ?) facciamolo bene una volta per tutti, il che significa che le nostre idee sono la nostra azione, la nostra linea politica, a prescindere se coincidano o meno con quelli degli avversari (le idee si spiegano, non si gistificano). Non significa inseguire signifca essere propositivi, significa fare qualcosa che neussno fa più in Italia, rischiare. Veltroni vuole rischiare ? Sì, bene faccia il congresso, riporti al centro del dibattito del Pd il discorso del Lingotto, e non con chi dobbiamo stare, dica la sua sul modello di partito, la smetta di mediare all'infinito, proponga e sostenga una nuova classe dirigente, anche inesperta, ma valutata per le sue idee e capacità, non per essere amico di tizo o per essere schierata con caio. Io voglio costruire il Pd, ma non così. Questo circolo mi sembra la prima pietra di fondazione.