Circolo Pd Barack Obama

Circolo del Partito Democratico "Barack Obama"

Daniele Mazzini

Ma cosa ha preso Ferrero??

Affinchè l'alleanza tra Pd e Rifondazione si possa realizzare, il segretario ha posto condizioni ben precise (e difficilmente accettabili): "Non ci può essere alcun indagato in lista; e il Pd, avendo fallito, non può presentare il presidente. Il programma, poi, si vedrà nel merito concreto" (intendeva il candidato Presidente del Consiglio).

Io l'alleanza con loro non la volevo neanche prima, con queste dichiarazione tutto sommato ci aiuta, ma mi sembra veramente un alieno a porre certe condizioni. Bah.

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/cosa-rossa-2/ferr...

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Dire "se volete la nostra alleanza dovete fare così e pomì", per di più neanche a livello programmatico, ma sulla scelta delle persone, è un atteggiamento ricattatorio: non saprei come altro definirlo.

Si tratta di una pratica nata e cresciuta nel nostro sistema proporzionale, ma che a mio avviso è esattamente il contrario dello spirito proporzionale. Questo infatti dovrebbe implicare che le forze in parlamento dovrebbero rappresentare proporzionalmente la volontà degli elettori, e quindi le decisioni a maggioranza dovrebbero sempre riflettere gli orientamenti della maggioranza dei rappresentati.

Ciò sarebbe possibile se fosse normale avere maggioranze trasversali, che si aggreghino e disaggreghino sulle singole questioni. In realtà, da noi, si vota una volta sola sia per il legislativo che per l'esecutivo, e visto che la composizione del governo non può cambiare in continuazione è una necessità la creazione di maggioranze stabili. Allora può succedere, anzi normalmente succede, che ci sia una posizione minoritaria nel Paese (per fare un esempio, la contrarietà alla regolamentazione delle coppie di fatto), che però è sostenuta con forza da un gruppi che sono necessari per costruire una maggioranza stabile (in questo caso sia a destra che a sinistra) che riescono ad impedire che la volontà della maggioranza si affermi. Ti sembra giusto?

RC periodicamente si scaglia contro la mentalità "governativa" dei "moderati", ma nella pratica loro cercano di sfruttare esattamente la necessità della governabilità per imporre alla maggioranza degli italiani le loro idee minoritarie, ovvero non condivise dalla maggioranza degli italiani (ad esempio le 36 ore, causa della sciagurata caduta del governo Prodi I).

E ovviamente neanche ci riescono, visto che il loro potere ricattatorio è comunque bilanciato da quello di altre forze minori "di centro" anche loro necessarie perchè la sinistra possa stare al governo. La risultante è che non si riesce a fare nessuna riforma profonda, ovvero che alla fine si conserva l'esistente, ovvero esattamente il contrario di quello che vorrebbe la sinistra...

Attilio, tu che sostieni il proporzionale, mi spieghi secondo te quale influenza potrebbe avere in un sistema veramente proporzionale una forza che rappresenta le idee dell'8% (come RC al massimo dello splendore) della società?

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In un paese normale, in una democrazia normale, la politica e le sue decisioni dovrebbero essere divise dai grandi poteri imprenditoriali, se così fosse la questione delle troppe ripetute morti sul lavoro sarebbe in cima all'ordine del giorno, e magari le proposte di Rc non sarebbero così aliene dalla mentalità della "maggioranza". E se queste proposte fossero un po' più ascoltate forse non ci sarebbe nemmeno questo tipo di clima. Ma questo è solo uno dei tanti esempi che si potrebbero fare. Se la politica fosse sganciata da interessi dei "potenti" forse avrebbe anche il tempo di pensare al bene comune. Ma non capita mai di vedere un salotto televisivo in cui sembra di assistere ad una recita di marionette e quando parla uno di Rc, che magari dice anche cose interessanti ed inusuali, viene trattato in modo classista, come se certe cose in quest'ambiente, in questa casta, non si potessero dire?
Io non sono un grandissimo esperto di sistemi elettorali, ma sostengo con forza e convinzione il proporzionale perchè sono contrario ad una politica personalistica (quella che hanno fatto Berlusconi e Veltroni in campagna elettorale per intenderci, ma anche per certi versi qualche periodo dell'era bertinottiana). Il sistema proporzionale non premia i singoli candidati delle circoscrizioni, ma le liste e soprattutto i partiti che le presentano, tutelando in particolar modo le minoranza che sono essenziali nella democrazia perchè preservano dal pensiero unico o dal duopolio. Secondo me le idee dell'8% percento della società, dovrebbero essere rappresentate, non tanto perchè da sole possano fare chissà cosa a livello decisionale, ma la loro presenza e le loro istanza in un parlamento normale che discute dovrebbe essere necessaria. In più questa presenza consentirebbe uno spostamento a sinistra, nelle idee, nel pensiero e nelle posizioni, dei moderati del Pd che ora, sembra totalmente sbandato.

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Attilio, quello che io metto in discussione non è la presenza delle minoranze (importantissima per me) ma la necessità che le minoranze si costituiscano in partiti minori. Secondo me le minoranze di sinistra, quelle che sono interessate a partecipare alla costruzione di una alternativa di governo, dovrebbero trovare rappresentanza dentro il PD. Quelle che non sono interessate a quella costruzione, perchè per loro è più importante non scendere a nessun compromesso, per me stanno benissimo fuori e non ha neanche senso allearsi con loro.

Perché questo disegno si possa realizzare è necessario che il PD si doti di strumenti di garanzia per le minoranze, ma anche per le maggioranze: le minoranze devono essere in grado di fare una battaglia culturale per portare, se ne hanno la capacità, le loro idee a diventare maggioritarie. Ma la maggioranza deve avere il diritto di applicare, fino a quando è maggioranza, la propria visione. E' qui che bisogna trovare il difficile equilibrio che porta ad una democrazia efficace.

Attento comunque al passaggio, tipico di un certo tipo di sinistra, che porta a dire: noi siamo per la democrazia, ovvero perchè il popolo decida; però il popolo non è in grado di decidere, perchè condizionato, per cui la vera democrazia è che scegliamo noi per lui, visto che noi sappiamo quello che è veramente il suo bene, e se lui non è d'accordo pazienza, un giorno capirà ("la storia mi darà ragione"...).
Sul rapporto tra maggioranza e minoranza sono d'accordissimo con te, la maggioranza deve tener conto della minoranza, discuterci, ma poi avere la libertà di decidere. Sono molto meno d'accordo sul fatto che il Pd debba inglobare altro. Io credo che un partito vede la sua efficienza nella sua compattezza, nella chiarezza della sua identità. Lo stato dell'arte dell'identità del Pd è pessimo, e le differenze intestine sono troppe e paralizzanti. Inglobare altro sarebbe suicida. Credo invece in pochi partiti della sinsitra, due, ma entrambi compatti ed abbastanza omogenei, con chiare identità, una un po' più moderata l'altra meno. Due partiti in grado di avere un rapporto dialettico fruttuoso. Perchè è per raccogliere tutti che ci si sta affondando da soli.
Bene, sono contento che almeno sul fatto che la maggioranza debba decidere siamo d'accordo. Dubito però che lo sia anche Ferrero (ma anche tanti dentro il PD, chiariamo).

Riguardo i "due partiti", è anche quella una possibilità che sarebbe molto migliore del passato, ma in ogni caso un PD che vuole stare sopra al 30% non può pensare di avere un'identità così precisa: deve per forza contenere idee molto diverse. E pure l'altro partito, se ce ne saranno solo due, potrà essere tutto tranne che omogeneo.

Quello che oggi manca è una maggioranza chiara con una linea chiara, il vero problema è voler far finta che tutti si possa essere d'accordo su tutte le decisioni.
Penso anch'io che Ferrero abbia preso qualcosa... qui si parla da falliti del fallimento degli altri. Mi richiama la parabola della Pagliuzza e della trave. Roba da matti.

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é interessante il tuo pensiero, ma non sono riuscito a capirne bene i dettagli, se scrivi un altro messaggio più articolato alimentiamo la discussione di più e meglio, grazie.

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Cosa devo aggiungere? Hanno i loro problemi: sono fuori dal Parlamento, il partito è allo sbando, hanno ostacolato Vendola (l'unico che poteva salvarli),.... ma si permettono di dire che il fallimento è il PD con il suo 33%.
Non hanno nessuna risorsa da mettere sul tavolo per fare quel tipo di richieste....il PD dovrebbe rinunciare alla premiership? Per passarla a chi? A loro?.... mah...

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Come dice Suzukimaruti su twitter

"Ferrero detta al PD le condizioni per una nuova alleanza con Rifondazione. [...]
Nel mentre, detto a Naomi Campbell le condizioni per il mio eventuale fidanzamento con lei."

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Ma io non so se questo sia un atteggiamento positivo. Non so se questo sia producente per il partito e per la sia vita politica. Un atteggiamento così snobbista, presuntuoso e quasi classista è non solo castrante, quanto autodistruttivo. Altrimenti si decide di volere cambiare completamente cultura, cercare la "svolta mediatica" abbandonare le capacità critiche ed autocritiche che hanno sempre constraddistinto il pensiero politico e culturale della sinistra italiana, e svoltare verso un'altra strada, che potrebbe portare anche migliori risultati, ma pur sempre un'altra strada. Se continuiamo a fissarci su questa frase o su altre del genere (discorso che vale per tutti gli interlocutori) commettiamo un errore, facciamo un ragionamento comune alle destre, qualcosa che fino ad ora non ci è appartenuto. Proviamo a scontrarci e perchè no anche ad incontrarci su tematiche serie, sulle quali servono posizioni chiara quanto le idee, e lì confrontiamoci, poi, e solo poi, potremmo prendere le nostre decisioni. Questa è ovviamente, solo la mia opinione.

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Io solitamente tendo ad escludere atteggiamenti snobbisti, però dobbiamo riconoscere che le loro richieste sono troppo esagerate. La devono smettere con quei toni.
Io sono a favore di un riavvicinamento all'area di Rifondazione (o quel che rimane), ma non accetto certi insulti a NOI che in fondo potremmo aiutarli a tornare al governo (mi riferisco al fatto che secondo loro il PD è fallito). Vendola questo l'ha capito, tutti gli altri si stanno divertendo sperando che qualcuno di noi ci abbocchi.
Perchè abbiamo scelto di andare da soli alle elezioni? Tra i tanti motivi spicca il dato che i nostri vertici di maggioranza erano formati da 120 persone (nei Governi Berlusconi sono a mala pena una dozzina), dove ognuno faceva le richieste più assurde, solo perchè aveva bisogno della "visibilità".... come ha ben detto Veltroni in campagna elettorale "Se non ti si vede ci sarà un motivo". Altro motivo, ancora più importante e da non dimenticare, è che dal 14 ottobre il nostro progetto politico è stato in continuo attacco di lor signori..... quindi sentire ancora le stesse parole di prima, pronunciate da chi non può proprio permettersi di giudicare, ma dovrebbe piuttosto impiegare le forze per rialzarsi, mi fa davvero arrabbiare.

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Caro Oronzo io sto con la logica di Attilio : bisogna partire dai contenuti e dai programmi e su questi costruire le alleanze. Con umiltà e con lungimiranza.
RC è fuori dal parlamento : quindi si tratta di relazione politica con una forza de facto extraparlamentare. La forza e il carattere di RC devono ancora essere identificate perché quest'area è a rischio di estinzione. Qual è il motivo? A mio avviso nel non aver saputo riaffrontare i problemi della contemporaneità con il filtro dell'ideale. Cos'è il comunismo? Chiedilo a qualche militante di RC. Te lo saprebbero spiegare? La lotta di classe? Il fatto che nella società ci sia una base e un vertice non vuol dire che ci siano le classi. Il movimento che abolisce lo stato di cose presente (Bertinotti)? Anche il nazismo e il fascismo hanno rappresentato dei movimenti che hanno abolito lo stato di cose presente.
Nel campo della sinistra è in atto un processo di ristrutturazione politica. Vediamo che succede. Io credo che abbiamo interesse a far sì che nasca una forza moderna di "sinistra" ma non sotto il segno del continuismo comunista, naturalmente. In questi anni RC secondo me è stata molto sindacalismo e anti-occidentalismo fumoso e velleitario. L'Internazionalismo comunista era ben altra cosa dal noglobalismo evanescente.
Tuttavia, sul terreno si possono raggiungere degli accordi. Sulle questioni salariali e dello stato sociale ecc. O sulla questione del lodo Alfano. Verifichiamo se su alcuni punti le posizioni possono coincidere. Senza pregiudizi.
D'altra parte il futuro è aperto. Anche nel Pd la mappa delle forze interne si sta riconfigurando. .

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