Io ho molto peccato quando... - CONCLUSIONE
Ho scritto poco fa un messaggio nella pagina personale di Silvia Ricordy, traendo spunto da quanto dichiarato da Ivan nel forum del Coordinamento. Lo ripropongo qui perchè ritengo che la cosa - al di là di quanto stabilito dal Coordinamento, che non ho alcuna intenzione di mettere in discussione - meriti comunque un dibattito fra "semplici" iscritti.
Sulla pagina di Silvia ho scritto che quanto accaduto e che ha portato all'autosospensione di Barbara e alle dimissioni di Silvia, può essere letto, funzionalmente, come un fallimento di tutto il Coordinamento e persino dello stesso Circolo. In un momento abbastanza cruciale, tra l'altro, e non è un caso.
Mi pare sia stato Pasmal, se non erro - ma non ricordo bene - a dire che in piccolo, in questo Circolo, si è riproposta la situazione un po' schizofrenica che il partito sta vivendo a livello "macro".
Ma noi, come ben sapete, siamo molto meglio del Partito ;-)
Non ho aperto questo thread con l'intenzione di chiedere a Silvia di recedere dalla sua decisione o di chiedere al Coordinamento di rifiutarne le dimissioni. Nemmeno l'ho aperto per individuare un "colpevole" - il mitico "vero" colpevole! - o per ripercorrere la storia di quanto successo, che è stata già abbondantemente squadernata.
Non me ne vogliano i protagonisti "principali" di questa vicenda - che qualcuno nella psicologia dei gruppi chiamerebbe le "vittime designate" - e cioè Silvia e Barbara, ma credo che i motivi del contendere siano realmente secondari rispetto alle responsabilità di tutti noi.
Credo che ciascuno di noi sia responsabile al 100% di quanto è accaduto - ciascuno per sé stesso con riferimento alla vicenda - e non parlo dell'autosospensione di Barbara o delle dimissioni di Silvia, ma del modo attraverso il quale si è arrivati a questo.
Mi piacerebbe, pertanto, che chi vuole intervenire in questo thread lo facesse parlando in prima persona e parlando di sé, cioè scrivendo cosa ha fatto - o cosa non ha fatto - per consentire che si arrivasse all'inasprimento che è sotto gli occhi di tutti. Non si tratta ovviamente di annacquare o annullare le responsabilità personali ma, al contrario di "con-dividerle" - ripeto: ognuno al 100 per cento - per ciò che sente essere la sua parte in questa vicenda. A suo insindacabile giudizio.
Se qualcuno ha fatto qualcosa, non per questo si senta escluso: sicuramente avrebbe potuto fare un altro miliardo di cose che non ha fatto ;-)
Credo che questo sia un buon modo per restituire alle persone coinvolte e a tutti noi il senso dell'essere gruppo (perché un Circolo, per quanto virtuale, è un gruppo) e il senso della condivisione delle responsabilità di un gruppo. E per fare in modo che le persone direttamente coinvolte - al di là delle loro decisioni e di quel che faranno - possano "alleggerirsi" di un carico che probabilmente anche tutti gli altri dovrebbero sobbarcarsi.
Dal momento che il thread lo apro io, molto democraticamente (!) metto una regola ferrea: si parla in prima persona e si parla di sé. Vietato - si, proprio vietato - parlare di altri - se non in riferimento ad un proprio comportamento - pena la cancellazione dell'intervento (se posso farlo, ancora non so se il ning me lo consente; ma se me lo consente, lo farò senz'altro e senza guardare in faccia nessuno). Logicamente, vietate le accuse, le ricostruzioni dell'accaduto, etc... Tutto ciò ha una valenza - come dire - igienica. Insulti o apprezzamenti sono graditi via mail o attraverso la messaggistica del ning. Sappiate che ho una parte dittatoriale estremamente sviluppata e che funziona benissimo: farò di tutto perchè questa regola sia rispettata.
Ovviamente, il primo intervento sarà il mio e cercherò di dare l'esempio ;-)
P.S.: il titolo del thread è ironico... ma forse no.
UPDATE - 6 Agosto 2008 - ore 19.00
Tra 24 ore questo thread verrà chiuso. La chiusura, che scriverò io, avverrà con una "restituzione" rivolta a tutti coloro che, molto generosamente, hanno accettato di prendere parte a questa "discussione". Per chi ancora volesse, dunque, rimane un giorno.
A domani.
Tags: circolo, gruppi, responsabilità_collettiva
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