Circolo Pd Barack Obama

Circolo del Partito Democratico "Barack Obama"

Fabio Meloni

Io ho molto peccato quando... - CONCLUSIONE

Ho scritto poco fa un messaggio nella pagina personale di Silvia Ricordy, traendo spunto da quanto dichiarato da Ivan nel forum del Coordinamento. Lo ripropongo qui perchè ritengo che la cosa - al di là di quanto stabilito dal Coordinamento, che non ho alcuna intenzione di mettere in discussione - meriti comunque un dibattito fra "semplici" iscritti.
Sulla pagina di Silvia ho scritto che quanto accaduto e che ha portato all'autosospensione di Barbara e alle dimissioni di Silvia, può essere letto, funzionalmente, come un fallimento di tutto il Coordinamento e persino dello stesso Circolo. In un momento abbastanza cruciale, tra l'altro, e non è un caso.
Mi pare sia stato Pasmal, se non erro - ma non ricordo bene - a dire che in piccolo, in questo Circolo, si è riproposta la situazione un po' schizofrenica che il partito sta vivendo a livello "macro".
Ma noi, come ben sapete, siamo molto meglio del Partito ;-)
Non ho aperto questo thread con l'intenzione di chiedere a Silvia di recedere dalla sua decisione o di chiedere al Coordinamento di rifiutarne le dimissioni. Nemmeno l'ho aperto per individuare un "colpevole" - il mitico "vero" colpevole! - o per ripercorrere la storia di quanto successo, che è stata già abbondantemente squadernata.
Non me ne vogliano i protagonisti "principali" di questa vicenda - che qualcuno nella psicologia dei gruppi chiamerebbe le "vittime designate" - e cioè Silvia e Barbara, ma credo che i motivi del contendere siano realmente secondari rispetto alle responsabilità di tutti noi.
Credo che ciascuno di noi sia responsabile al 100% di quanto è accaduto - ciascuno per sé stesso con riferimento alla vicenda - e non parlo dell'autosospensione di Barbara o delle dimissioni di Silvia, ma del modo attraverso il quale si è arrivati a questo.
Mi piacerebbe, pertanto, che chi vuole intervenire in questo thread lo facesse parlando in prima persona e parlando di sé, cioè scrivendo cosa ha fatto - o cosa non ha fatto - per consentire che si arrivasse all'inasprimento che è sotto gli occhi di tutti. Non si tratta ovviamente di annacquare o annullare le responsabilità personali ma, al contrario di "con-dividerle" - ripeto: ognuno al 100 per cento - per ciò che sente essere la sua parte in questa vicenda. A suo insindacabile giudizio.
Se qualcuno ha fatto qualcosa, non per questo si senta escluso: sicuramente avrebbe potuto fare un altro miliardo di cose che non ha fatto ;-)
Credo che questo sia un buon modo per restituire alle persone coinvolte e a tutti noi il senso dell'essere gruppo (perché un Circolo, per quanto virtuale, è un gruppo) e il senso della condivisione delle responsabilità di un gruppo. E per fare in modo che le persone direttamente coinvolte - al di là delle loro decisioni e di quel che faranno - possano "alleggerirsi" di un carico che probabilmente anche tutti gli altri dovrebbero sobbarcarsi.
Dal momento che il thread lo apro io, molto democraticamente (!) metto una regola ferrea: si parla in prima persona e si parla di sé. Vietato - si, proprio vietato - parlare di altri - se non in riferimento ad un proprio comportamento - pena la cancellazione dell'intervento (se posso farlo, ancora non so se il ning me lo consente; ma se me lo consente, lo farò senz'altro e senza guardare in faccia nessuno). Logicamente, vietate le accuse, le ricostruzioni dell'accaduto, etc... Tutto ciò ha una valenza - come dire - igienica. Insulti o apprezzamenti sono graditi via mail o attraverso la messaggistica del ning. Sappiate che ho una parte dittatoriale estremamente sviluppata e che funziona benissimo: farò di tutto perchè questa regola sia rispettata.
Ovviamente, il primo intervento sarà il mio e cercherò di dare l'esempio ;-)

P.S.: il titolo del thread è ironico... ma forse no.


UPDATE - 6 Agosto 2008 - ore 19.00
Tra 24 ore questo thread verrà chiuso. La chiusura, che scriverò io, avverrà con una "restituzione" rivolta a tutti coloro che, molto generosamente, hanno accettato di prendere parte a questa "discussione". Per chi ancora volesse, dunque, rimane un giorno.
A domani.

Tags: circolo, gruppi, responsabilità_collettiva

Le risposte a questa discussione sono chiuse.

Risposte a questa discussione

Non essendo coordinatore e non essendoci stato nei giorni dello scontro (peccato di omissione?), i miei peccati sono commisurati alle mie poche responsabilita` nel circolo, tra le quali posso certamente ammettere il non essere sempre mediatore e, anche se non nel caso in quesitone, essermi fatto prendere dalla vis polemica, cercando di mettere sempre l'ultima parola in un 3d. In qualche caso e` piu` onesto ammettere che la si pensa in modi diversi che non cercare a tutti i costi di convincere, creando inutili tensioni.
Grazie Stefano :-)
Arrivo buon ultima , ma non per questo indenne:
Avere usato la parola in maniera contratta , passando ai fatti prima che alle spiegazioni , essere stizzita perchè non riesco a fare comprendere le mie ragioni, anche io come altri tenendomi lontana dal coinvolgimento emotivo, avere fatto qualche passo timido, troppo timido e quindi percepito come poco convinto di riavvicinare Silvia a Barbara.
Grazie Chiara :-)
Come ho annunciato ieri, questo thread chiude. Come tutti i “riti” di riflessione, ha un inizio e una fine.
Mentre oggi rileggevo tutti gli interventi, notavo la prevalenza degli spazi bianchi, dei silenzi direi, tra gli interventi. Tutti molto misurati ed essenziali. E’ molto facile parlare degli altri o in terza persona, e dobbiamo faticare un po' a non "invadere" troppo spazio; è un po’ più complicato parlare di sé. C’è stato, da parte di tutti, un grande rispetto reciproco. E c’è stato il rispetto della “regola”, senza alcuna contestazione, come se tutti ne avessero capito la funzionalità rispetto all’obiettivo che ci si era posti. E’ vero che avevo messo il divieto, ma è pure vero che questo divieto poteva essere tranquillamente scavalcato o infranto e che questo thread poteva trasformarsi velocemente in una caccia alla vittima e al colpevole. Il rispetto per sé e per gli altri si è manifestato nel rispetto per la regola.
La prima “restituzione” che posso fare a tutti è un ringraziamento per il coraggio. Per me non è stato facile ammettere, davanti a tutti, le mie responsabilità e probabilmente questo è stato vero anche per altri. L’adesione è stata volontaria – credo che nessuno sia stato obbligato a partecipare! – e, dunque, a maggior ragione ringrazio chi l’ha fatto per il coraggio che ha avuto. Nella cosiddetta vita reale so, per l’esperienza anche professionale che ho dei gruppi, che non è facile. Forse qui internet è stato d’aiuto, ma questo non toglie la difficoltà.
E’ stato divertente leggere che molti chiedevano scherzosamente l’”assoluzione”. Ovviamente ho creato io l’equivoco, parlando di peccati sin dal titolo del thread. Nessuno, logicamente, è stato assolto. Perché non c’era nulla da assolvere e nessuno che potesse farlo. Nessuno poteva dichiarare innocente qualcun altro. Così come non poteva dichiararlo colpevole. Meno che meno io. Ognuno sa per sé la “gravità” delle sue responsabilità. Intendendo con “gravità” non certamente il risvolto “morale”, che qui non ha alcun interesse, quanto piuttosto, letteralmente, il “peso” ( il “grave”) che ciascuno porta con sé in relazione ai comportamenti che ha – o che non ha – attuato. Se porto un “peso”, solo io posso sapere quanto mi costa, quanto mi fa faticare o quanto quel peso sia, magari, preferibile ad un altro peso che non conosco ma che, immaginandolo, mi sembra assai più grande.
Ognuno di noi, ciascuno per sé, conosce il senso dell’essersi comportato in un modo piuttosto che in un altro. “Avrei voluto fare così, ma non l’ho fatto”. Magari, volevi proprio quello che hai fatto. Forse, volevi che le cose andassero esattamente come sono andate. Ognuno, per sé, sa perché ha scelto un certo comportamento piuttosto che un altro, uno scenario piuttosto che un altro, un copione piuttosto che un altro. Magari è il copione al quale è più abituato o che conosce meglio.
Ognuno si porta il “pacchetto” delle sue responsabilità con sé. Quando ricapiterà qualcosa di simile a quanto accaduto - e ricapiterà, perché siamo umani - è certo che molti di noi si comporteranno allo stesso identico modo. Magari qualcuno cambierà comportamento. Non è questione di buoni o cattivi, di buona o cattiva volontà. E’ questione di quanto quel “peso” sarà diventato scomodo o meno, fastidioso o meno, intollerabile o meno. Nessuno può dirlo se non chi lo porta. Ed è questione di quanto altri differenti copioni - che qui abbiamo provato ad accennare - saranno diventati più o meno attraenti, più o meno divertenti, più o meno interessanti, più o meno praticabili. Chi può saperlo se non ciascuno per sé? Il "peso" è vitale, in questo.
L’obiettivo di questo thread era la condivisione di una responsabilità. Credo che questo obiettivo sia stato raggiunto. So che c’è chi sostiene che questa non è politica. Non condivido questo punto di vista ma, probabilmente, nell’accezione moderna del termine “politica” , questo è vero.
(continua)
E’ anche vero però che ciò che è avvenuto in questo thread può rappresentare una precondizione, un presupposto, per fare politica. Per farla bene.
Oggi sono molto stanco. Sento anche una certa fatica nell'esprimermi. Avrei potuto notare molte altre cose che mi sono sicuramente sfuggite. Molti altri spunti interessanti che non ho colto. Ma come non posso certamente assolvere nessuno, così non posso pretendere di essere esauriente né di indicare pienamente tutti gli argomenti di riflessione. Anche perché ciò che ha senso per me può non aver senso per un altro, e viceversa. Dunque, ognuno si assuma la responsabilità – di nuovo! - di individuare ciò che può essere interessante e significativo per sé.
Ringrazio davvero tutti coloro che hanno partecipato. Sono stato molto contento per la disponibilità, la sincerità e la forza che abbiamo scelto di condividere e di mostrare. Per tornare alla politica, è una di quelle cose che mi fanno ben sperare per il futuro di questo partito.
Grazie a tutti.

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