Circolo Pd Barack Obama

Circolo del Partito Democratico "Barack Obama"

Enzo Lodesani

Un quorum per fare attività? Ripensateci.

Lo dico in tuitta sincerità ho letto il regolamento per “aprire una discussione operativa che impegni il Circolo in un'attività” e sono rimasto basito. Capisco l’intenzione lodevole di darsi una cornice di regole che renda agevole e corretta l’attività del circolo, quello che non capisco è mettere assieme un “regolamento” che ingessa la partecipazione. Mi spiego: fissare un quorum di votanti come condizione per rendere valida una votazione dove l’oggetto è una proposta di attività è sbagliata in se, ma anche nel voler contrapporre un regime diverso per i CO. Provate ad immaginare una assemblea di un CT in cui un iscritto nel corso del dibattito chiede di impegnare il coordinamento (quindi il circolo) in una certa attività, ebbene nessuno si sognerebbe di sostenere che quella assemblea degli iscritti non è legittimata a decidere perché non c’è un numero qualificato per poter decidere. Non stiamo parlando di una assemblea congressuale dove valgono meccanismi molto rigidi ma definiti dallo statuto e dal regolamento, stiamo parlando dell’evolvedrsi del dibattito interno e della necessità di dare risposte agili e pronte a questioni che possono porsi in ogni momento. Sono molto discutibili i vincoli introdotti per altre forme di partecipazione come le primarie (raccolta di firme a favore dei candidati) ma appare decisamente negativo introdurre quorum per decisioni che attengono l’attività del circolo. Siamo tutti “naviganti della rete” e sappiamo bene che le “regole” e intenet sono spesso antitetiche, ma sappiamo anche che in una organizzazione di partito dobbiamo rispettare certi vincoli, allora il problema è come far convinvere queste due esigenze. Teniamoci regole certe, chiare anche severe, ma che non mortifichino il potenziale di innovazione di cui la rete è portatrice.
E’ per questo che invito il coordinamento a ripensare quel regolamento, rendendolo coerente con ciò che è il partito ma anche con ciò che esprime la partecipazione in rete.

Tags: iscritti, partecipazione, quorum, regole

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Risposte a questa discussione

premesso che è una norma transitoria, visto che il nostro obiettivo è arrivare ad avere un corpo di regole interne, unico e coerente, per l'autunno avanzato vgolio chiederti che alternative considereresti.
credo che sia bene spiegare lo spirito che ci (mi, visto che è una considerazione personale questa) ha spinti ha pubblicare quella norma prima di avere il complesso delle regole.

io sono convinto che il compito del coordinamento sia anche, forse soprattutto, quello di far emergere dalle discussioni gli spunti che possono diventare di tutto il circolo, e per fare questo non serve nessun quorum, è sufficiente un commento con una proposta particolarmente interessante perchè si possa decidere di passare ad una fase operativa.
però dobbiamo riconoscere che non sempre noi siamo sufficientemente attenti per raccoglierli questi spunti, oppure che ai coordinatori una idea possa non piacere. chiaro che il giudizio del coordinamento è importante ma non può essere l'unico modo per fare emergere le idee, così abbiamo pensato che fosse il caso di avere un modo per far partire le cose dal "basso" e in questo caso, a mio avviso, un quorum è indispensabile non è pensabile che una sola persona, o piccoli gruppetti, prendano iniziative a nome di tutti.

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In coerenza con quanto penso e che, sul testo della "regola" che qui si sta esaminando, mi ha indotto ad essere l'unica coordinatrice ad esprimere un voto contrario, voglio sostenere l'appello di Enzo. Anche se devo subito anche aggiungere che non ho - purtroppo - le idee abbastanza chiare per proporre, come giustamente invita a fare Lucio, delle alternative alla soluzione individuata, a maggioranza, dal Coordinamento.
Proporrei quindi, se le perplessità di Enzo e mie sono condivise da altri, di aprire un libero confronto tra tutti gli iscritti interessati al tema su come risolvere i problemi esposti da Lucio - ed obettivamente esistenti! - che sono alla base della decisione del Coordinamento di regolametare in qualche modo la creazione di un Forum "operativo", per il quale sono quindi state studiate e definite modalità particolari. Che non saranno ottime, ma sono quelle che sono venute in mente a 7 delle 12 persone che si sono poste il problema e che avevano il compito di trovarvi soluzione. Se qualcuno ha idee migliori, direi che non farebbe un soldo di danno ad esporle e a cercare di farle prevalere, in modo da fornire al Coordinamento un più valido strumento per gestire questo importante aspetto della vita del Circolo PDObama.

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Silvia, non credi che, visto che la regola ora c'è, nonostante il tuo voto contrario, per cambiare un pronunciamento del coordinamento si dovrebbe seguire tale regola? Oppure vogliamo fare una bella partita al meglio dei tre set (o dei cinque set, o non so quanti)?

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Mah, Daniele, fracamente non saprei: mi domando però, se per caso (e dico per caso) un buon numero di iscritti trovasse discutibile quella regola, o altre democraticamente votate dal Coordinamento, come dovremmo muoverci? Forse, in questa fase provvisoria e sperimentale, non sarebbe poi tanto male rimanere aperti a possibili aggiustamenti?
D'altronde, mi sembrava proprio in linea con la regola vigente, l'ipotesi che essa potesse essere oggetto di dibattito qui, nel forum generale: e qualora si raccogliesse un certo numero di commenti favorevoli a cambiarla, cosa osterebbe al fatto di sottoporre una nuova formulazione all'aprovazione del circolo?

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Silvia, almeno per i coordinatori il momento giusto per fare dibattiti è prima di votare una decisione, non dopo che si è votato. Se ogni coordinatore che non condivide una decisione, dopo il voto, si mettesse a ridiscuterla e a cercare di far passare la sua linea, non ci muoveremmo mai in avanti.

Diversa per me la posizione di Enzo, che non ha partecipato al coordinamento e può far presenti solo ora le sue critiche. La decisione è presa, ma non è scritta nella pietra: se il meccanismo dimostrerà di non funzionare, adotteremo i correttivi necessari.

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ah, mbe', questo vuol dire che, nel caso si apra un dibattito tra iscritti sull'opportunità di correggere una decisione del Coordinamento, secondo te essere coordinatori significa che si deve star zitti? sarebbe come dire che ai referendum per abrogare una legge i parlamentari non ci devono andare... ma dài, Daniele!

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Il tuo paragone Silvia non tiene. In Parlamento ci sono partiti politici in concorrenza, maggioranza e opposizione, polemiche per la conquista del voto. E' così che tu immagini la vita del coordinamento di un circolo del PD? E poi casomai il paragone corretto non sarebbe sull'andare a votare un referendum, ma sul creare il comitato promotore dello stesso.

Se mi poni la domanda: un coordinatore dovrebbe, pochi giorni dopo un voto che lo ha visto in minoranza, andare a promuovere "referendum" contro tale decisione, approfittando del fatto che un iscritto l'ha criticata? Secondo me no, per motivi di opportunità. Poi ovviamente ognuno è libero di dire quello che vuole, assumendosene la responsabilità.

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Altre due brevi osservazioni:
1.Vorrei precisare anche che, per come con buona volontà l'ho interpretata io, e per come credo l'abbia concepita ed usata l'estensore di quel titolo, la parola "attività" debba qui essere intesa nel senso più proprio di "iniziativa": un evento, un documento, una firma, una dichiarazione ufficiale... e non, certo, una "attività" di quelle, per capirci, che sostanziano la vita ordinaria del Circolo (le attività redazionali, quelle inerenti la gestione delle discussioni "libere", le chat, l'inserimento di foto o video sul socialnetwork, la messa a punto di strumenti informatici idonei al funzionamento del Circolo eccetera!). Ne sono tanto convinta che ho perfino evitato di chiedere, per sicurezza, conferma a chi quel titolo lo ha redatto, e non ho manco rotto le scatole per chiedere che venisse usata, appunto, la parola "iniziative"... :-)
2. Credo che il Coordinamento futuro dovrà dotarsi di un regolamento interno molto più articolato e dettagliato di quanto non sia stato fatto da questo nostro Coordinamento provvisorio e molto artigianale. Ritengo infatti che per emettere norme che incidono sulla vita del Circolo, e possono condizionare il consenso o l'insoddisfazione degli isciritti, si debba pensare a come redigere i testi in modo un po' meno sbrigativo, prevedendo la possibilità di predisporre degli emendamenti da sottoporre, a loro volta, a votazione (con lo strumento usato stavolta, il wiki, è vero che si potevano proporre cambiamenti, ma poi chiunque ci mettesse successivamente le mani te li poteva anche cancellare, e alla fine o si approvava il testo intero, o te la prendevi in saccoccia...).

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Silvia, qualsiasi errore semantico, è mia responsabilità, e senz'altro ti ringrazio per la buona volontà applicata. Tuttavia non mi pare, sai?, che l'uso di attività al posto di iniziativa, e ammesso che un termine sia più calzante dell'altro, infici in alcun modo la comprensione del testo. Comunque puoi sempre proporne ufficialmente la modifica, non esistono regole che lo vietino, anche se so che ami il paradosso e spesso ce ne dai dimostrazione, e magari questa è una di quelle volte.

Quanto ai wiki, nessuno e dico nessuno ci può mettere le mani senza lasciare traccia del proprio passaggio e di cosa ha fatto. E nessuno ce le ha messe, nemmeno tu e il testo è stato disponibile ai coordinatori per almeno 48ore prima che lo pubblicassi.

In generale, comunque, mi pare che l'invito di Enzo fosse a sburocratizzare? :P

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Le mani ce le avevo messe, Barbara. Visto che da quanto affermi devo escludere che qualcuno sia intervenuto sulle mie proposte di modifica, devo dedurre di non aver saputo adoperare lo strumento wiki. Immagino dunque che se non ne è rimasta traccia, sono io ad aver sbagliato qualcosa.
Quanto ai paradossi, è vero che li amo, e amo anche le prese in giro, da fare e da subire. Ma questo non è uno di quei casi. Quando dico che attività non è uguale a iniziativa dico sul serio. "Iniziativa" è qualcosa che si propone, si persegue, si realizza; una ipotesi da concretizzare, un'dea da rendere concreta realtà. "Attività", per me, è tutto ciò che "si fa" perciò anche quanto si fa, quotidianamente, per far funzionare il circolo, e quindi usare questo termine a mio avviso ingenera confusione (solo iniziale, certo: poi il testo chiarisce abbastanza presto di cosa si parla; ma un titolo serve, credo, proprio per chiarire fin dal principio l'argomento che si svilupperà in un testo).

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Per rendere più chiaro il significato della regola, che ne dite di un "titolo" tipo: "aprire una discussione per far assumere al Circolo una decisione ufficiale anche senza il consenso del coordinamento"?

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certo, un po' lungo, ma assolutamente chiaro! ;-)

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