Circolo Pd Barack Obama

Circolo del Partito Democratico "Barack Obama"

Manuela

Riflessioni sull'8 luglio

Trovo quantomeno singolare che nel circolo non si discuta nemmeno di striscio di una questione che dovrebbe vederci alquanto accalorati: la partecipazione (o la non partecipazione) alla manifestazione indetta da Flores d’Arcais, Colombo e Pardi, l’8 luglio.
Manifestazione alla quale il Pd non parteciperà; sarà da vedere quanto influirà questa decisione sulla reale partecipazione di uomini e donne.
In questa decisione si raccolgono, come in un paradigma, tutti i problemi irrisolti di identità, di linea politica, di persone, presenti nel Pd.

In primo luogo si percepisce, leggendo i vari commenti, una specie di timore scaramantico verso l’ipotesi di un ritorno dei girotondi: pensata come una vera iattura, capace di mettere i classici bastoni fra le ruote al tranquillo dispiegarsi della buona politica.
In una fase in cui il centrodestra non solo è maggioranza, nel Parlamento e nel paese, ma riesce ad imporre la sua “cultura”, un cocktail micidiale di razzismo, egoismo, maschilismo, esibizione muscolare di forza verso i deboli e strisciante servilismo versi i potenti… il Pd teme che l’espressione di quella parte, ahimé minoritaria, del paese che vi si oppone, possa costituire un problema.
E questo la dice lunga sul rapporto fra partito e società, sempre più distanti e sordi l’uno all’altra. Come se non fosse indispensabile, per il partito, attingere e diventare espressione, proprio di quella parte di società che coltiva ancora in sé i valori su cui il Pd dovrebbe fondarsi: la libertà, la convivenza civile, il rispetto di tutti e, infine, quell’uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini, accartocciata dalla destra come un foglio scarabocchiato.
Dimostra così, il Pd, di essere davvero espressione di una casta separata, sorda ed ostile a quanto di buono vi è nella società, oltre che incapace di interpretarlo e di farsene espressione politica. Tutto questo è lasciato a Di Pietro… e anche questo la dice lunga!

E, in secondo luogo, la paura dell’antiberlusconismo, letto come cifra su cui si dipanerà la manifestazione: come se opporsi alla disuguaglianza pianificata dei cittadini di fronte alla legge, non fosse un dovere di chiunque abbia coscienza civile, non fosse campo da coltivare con cura da parte di un partito che vorrebbe essere alternativo al centrodestra.
Pare incapace di comprendere, il Pd, che l’antiberlusconismo è stato sì una iattura: ma quando era l’unico collante di una coalizione, per tutto il resto quanto mai disomogenea, priva di qualsiasi progetto comune, che lo ha utilizzato come trampolino per conquistare il potere. Ma questo non autorizza a non porsi, con chiarezza adamantina e rigidità etica, in nettissima alternativa a Berlusconi, alla cultura che diffonde, e alle leggi-vergogna che sta continuando ad approvare.

La fibrillazione del PD, nel non sapere come e a cosa fare opposizione, nel non saper distinguere i contenuti su cui si può trattare dai principi e dai valori non negoziabili, mostra tutta la inconsistenza di un gruppo dirigente preoccupato più di garantirsi una qualche posizione di potere che della costruzione di un partito moderno; mostra la scarsa fibra morale di chi, nelle legislature passate, ha guardato con qualche favore alla “teoria del diritto” berlusconiana e, quando ne ha avuto l’occasione, non ha cancellato le leggi peggiori.

Infine, giustificare la defezione dalla manifestazione dell’8 luglio con la promessa di un’altra, futura manifestazione sul problema dei redditi, dimostra che l’opposizione non la si sa fare né su un tema né sull’altro. E quando si finge di farla, non si è proprio credibili.

Tags: 8, antiberlusconismo, civile, lguklio, manifestazione, opposizione, pd, società

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Risposte a questa discussione

per fortuna la magistratura è ben lontana dall'essere inglobata..

Non credo, lo stato soprattutto quello italiano, non è una strutura completamente rigida, c'è una zona di elasticità in cui contano le interpretazioni e i precedenti.
Ad esempio nella nomina dei senatori a vita.
Questa destra ha stirato al massimo l'elasticità della struttura e continua a tirare, il fatto che oggi per legge si operi influenzando evidentemente sentenze di grande importaza che sono in corso e stanno pure per uscire crea un precedente e cambia oltre alla legge anche l'elasticità della struttura.
La magistratura meriterebbe si una grossa riforma, e siamo ovviamente d'accordo ma di senso totalmente opposto e che permetta al processo di funzionare meglio non di non funzionare per niente o di far fare a i magistrati il lavoro di ufficio immigrazione.

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Ho potuto seguire il 3d solo a sprazzi, ma ci tenevo a dire che anche io sono contraria a partecipare a questa manifestazione. Un evento lanciato per protestare contro Berlusconi, in realtà, imho, quel che si cerca di ottenere è altro..

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Io sono nella stessa situazione di Luisa, per vicende varie non ho potuto seguire con costanza questa discussione (e le altre collegate) e me ne dispiace davvero perche' ci tenevo a farlo.
Condivido la sua posizione (contraria all'adesione come circolo) e, se ho interpretato bene, anche la sua preoccupazione/presentimento/intuizione...

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faccio presente la differenza tra vittoria e sconfitta: in un caso governa il centro sinistra nell'altro il centro destra. è futile confrontare un governo con mastella con un immaginario governo veltroni che non esisterà mai, devi confrontare la vittoria del 2006 che ti ha permesso di essere al govero, con tutto quello che di negativo ha comportato con la sconfitta del 2008 che per quanto non contempli mastella contempla alfano che sta smontando la democrazia italiana.
Poi se volete dire che è meglio stare all'opposizione e rimanere moderati e puri, fate davvero un discorso da sinistra radicale.
I fatti dimostrano che quando si è attaccato berlusconi senza moderazione o con meno moderazione si è almeno risicata una maggioranza parlamentare, quando si è fatti i bravi ragazzi e lo si è legittimato gli si è consegnato il paese con una maggioranza bulgara.
Sono fatti.

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Sono d'accordo, una vittoria, quella del 2006 che anche se venuta per delle strane regole della legge elettorale, ha permesso al governo di fare grandi manovre economiche e altre piccole cose, che non sono tanto, ma sono qualcosa. Poi è bello stare all'opposizione, ma se piace esserci allora è meglio essere duri e puri.
Poi uno schieramento che va da Binetti a Bonino, da Di Pietro a D'Alema, da Bindi a veltroni, da Calearo a Visco, da Colaninno a Bersani, non è poi così omogeneo rispetto a quello del governo Prodi (e si è visto chiaramente in questo post elezioni, ma si intuiva anche prima), con l'unica differenza quello 2006 ha preso più del 50% e aveva un leader con un piglio forte che avuto importanti vittorie nella sua carriera e che ha portato l'Italia in Europa e nell'euro, quello 2008 è arrivato a 14 (quattordici) punti percentuali dall'avere la maggioranza e con un leader che si sta dimostrando debolissimo ed incapace di gestire un solo partito, non una coalizione che va da Mastella a Turigliatto, ma un solo partito.

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Attilio mi stai facendo un gran piacere. Quando scrivevo bene di Prodi in molti post precedenti non prendevo pesci in faccia perchè era materialmente impossibile, però mi sentivo tanto solo. Ti do il benvenuto.

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Caro Luigi, nonostante io sia un po' meno moderato del signor Romano Prodi, sono un suo grandissimo sostenitore e con il passare del tempo lo sto sempre più rimpiangendo, rimpiango il politico, l'uomo e la sua saggezza. Detto chiaramente per me con Veltroni non esiste paragone. Uno fa la politica l'altro il cinema.

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:-)

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Attilio, pur apprezzando Prodi per molti motivi, non puoi fare un confronto del genere senza tener conto del fatto che nel 2006 arrivavamo da 5 anni di disastroso governo Berlusconi, e nel 2008 venivamo da due anni di rissosissimo governo Prodi. Il risultato del 2006 per me è stato una sconfitta, perché, in condizioni in cui avremmo dovuto vincere a mani basse, abbiamo praticamente pareggiato (anzi, abbiamo pure perso numericamente al Senato). E' vero che il controllo delle tv da parte di Berlusconi e quella super-porcata scandalosa della legge elettorale cambiata a maggioranza prima delle elezioni hanno contribuito moltissimo a metterci in quelle condizioni, ma è un fatto che tantissimi voti nel 2006 li abbiamo persi per colpa di una coalizione che non era credibile - e che poi alla prova dei fatti ha dato ragione a chi non ci credeva. Ovviamente non avremo mai la controprova di cosa sarebbe successo se avessimo avuto nel 2006 il PD e una strategia elettorale come quella che Veltroni ha usato nel 2008, ma secondo me sarebbe andata molto meglio (e nota che non mi sogno neanche di dare a Prodi la colpa di non aver avuto il PD nel 2006).

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Si ma questa riflessione sui risultati è necessaria quanto ovvia. Ma fuor di numeri io credo che come leader, come saggezza, come abilità strategica, come gestione di partiti o coalizioni, come carisma, siano proprio su due Sport diversi. Non esiste al mondo un leader capace di perdere così tanto consenso stando all'opposizione, non esiste nessun leader così sciocco da farsi infinocchiare da Berlusconi su dialogo ecc... quando tutti, compresi gli animali domestici se avessero potuto parlare, gli dicono non ti far prendere in giro, Lui non cambia sappiamo tutti com'è, si diverte tantissimo a prenderti in giro. Ma lui ci casca sempre, ci è cascato quando lo chiamava comunista ci casca quando lo chiama dipetrista e giustizialista e noi assistiamo a Berlusconi che gioca con Veltroni come il gatto col topo. Con tutto il rispetto, Prodi non sarebbe mai stato così sciocco.

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le elezioni si vincono per governare e non per "non governare" o "non far governare".
Non vedo tutta questa differenza tra Mastella e Alfano. Anzi una: Mastella ha fatto anche cadere il governo per la decisione, piuttosto ad orologeria, di un magistrato che lo ha anche trasformato in martire.
Comunque sostiene Vendola (non Veltroni): "quella di Di Pietro è solo invettiva. Non si fa così opposizione"

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Bravo Pierfrancesco.

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