Circolo Pd Barack Obama

Circolo del Partito Democratico "Barack Obama"

Daniele Mazzini

Può essere ancora l'Europa a salvare l'Italia, questa volta da Berlusconi?

Nei momenti più brutti, quando l'Italia rischia seriamente di scivolare verso il disastro, ci siamo spesso attaccati all'Europa. L'ultima volta è stata nel periodo della crisi finanziaria degli anni 90, che ha rischiato di travolgerci in stile Argentina: l'incredibile sforzo fatto per agganciare l'euro ci ha salvato. Oggi siamo in una condizione diversa, ma sempre di grande pericolo: la strategia berlusconiana di occupazione dell'etere ha dimostrato tutta la sua potenza, arrivando a pareggiare le elezioni del 2006, con la conseguenza che oggi ce lo ritroviamo al governo più forte che mai.

Se con le nostre sole forze non ce la facciamo a sconfiggerlo, forse dovremmo cercare una nuova cessione di sovranità all'Europa anche in questo campo; in fondo se fosse stata applicata la sentenza europea su rete4 la situazione sarebbe già migliorata non poco, perchè il sistema bloccato delle tv avrebbe subito un forte scossone. Con la campagna antieuropea di Bossi e dello stesso Berlusconi il prestigio delle UE è sceso anche in Italia, ma il semplice confronto con le condizioni del resto dei paesi europei è sempre in grado di esercitare una giusta invidia da parte della maggioranza degli italiani.

Perché allora il PD non rilancia proprio sull'Europa? Perché, invece di ripetere le proteste girotondine che già abbiamo provato, non cerchiamo di trasferire il problema a livello europeo, con un'iniziativa forte e in grado di fare davvero rumore? Perché non riprendiamo in mano la bandiera del federalismo europeo, basando su questa la nostra nuova collocazione in Europa - e sfidando gli altri partiti della nostra area a riprendere coraggio su questo tema?

Comincerà tra breve la campagna per le europee. E' l'occasione giusta per fare una campagna europea, non semplicemente italiana. Il PD ha l'occasione e tutte le convenienze per farlo, riprendendo in mano l'iniziativa invece di farsi travolgere dalle porcate di Berlusconi e trascinare dalle iniziative di Di Pietro, apparendo indeciso a tutto. Anche l'adozione convinta delle primarie per le candidature europee può aiutare moltissimo a creare attenzione e far emergere proposte e personalità nuove. Lanciamo l'idea!

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Ah l'Europa Unita! In essa, durante molti anni, gli italiani vedevano la salvezza, qualcosa a cui aggrapparsi, per evitare il peggio. C'era una profonda speranza. Poi é iniziato a farsi avanti un forte sentimento di frustrazione. Speravamo , ma non vedevamo i benefici. Non avevamo capito che se volevamo un'Europa Unita non bastava invocarla bisognava volerla: combattendo, lottando. Questo é stato il grande peccato italiano.

Peccato in cui continuiamo a cadere. Nel programma elettorale del PD si parlava di Europa assai di più che in quello del PDL. Eppure durante i due finti faccia a faccia tra Veltroni e Berlusconi, di Europa ha parlato solo Silvio, che in due accenni criticò la Commissione. Veltroni neanche la cito'. Uno criticava e l'altro taceva. Il silenzio. Ma se credi in un idea devi lottare per difenderla: metterla in un programma,seppur in buon fede, per poi non parlarne mai, che senso ha?

Cessione di sovranità all'Europa. Si'. Ma che abbiamo fatto durante due anni, a parte resuscitare un trattato morto-vivente?

Tutto dovrebbe partire dall'inizio. Dalla bandiera. Da quella bandiera italiana che Veltroni sempre aveva accanto a se durante la campagna elettorale. Sul programma c'era scritto "Europa". Ma poi la bandiera europea se la scordava a casa. Dobbiamo partira da quella bandiera dimenticata dal brillante team veltroniano.

Basta con la smancerie europeiste! Se crediamo in qualcosa dobbiamo dimostrarlo. Le parole sdolcinate non servono a nulla, se ad esse non corrispono i fatti. Fuori la bandiera!

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Fate attenzione che Berlusconi sta cosa l'ha capita e sono 10 anni che lavora a screditare l'europa...
Leuropeismo italiano che 10 anni fa era un pilastro, oggi vacilla...

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Luca, é proprio cosi', Berlusconi sfrutta ed ampifica l'ondata di scetticismo europeo, questo sentimento di frutrazione dei nostri cittadini nei confronti dell'Europa. Questa cosa con la E maiusculo a cui ci appigliavamo cercando la salvezza.

Dall'altra parte invece il silenzio di Veltroni oppure le smancerie europeiste. Ripeto per quanto nobili siano le parole non bastono. Dobbiamo sudarcela l'Europa che vogliamo. E si suda muovendosi.

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E' vero, anche perché pochi si mettono a difenderlo sul serio - tra i pochi ad esempio Prodi, bisogna ammetterlo. Quello che mi chiedo è: se fosse il PD a rilanciarlo, non riuscirebbe a trovare in questo argomento l'occasione e l'argomento per riunire intorno ad una proposta forte la ricerca dell'alternativa?

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certo che è una lotta dura ridare una immagine positiva all'Europa, ma io sono convinto che il PD debba puntare sull'essere propositivo e imporre i suoi argomenti pur con tutte le difficoltà mediatiche che ci sono.
non possiamo sempre limitarci per paura di essere smantellati dal fuoco di fila delle TV berlusconiane, iniziamo a martellare anche noi su pochi temi, e per martellare intendo che non dovrà essere solo veltroni nel prossimo pullman tour, l'europa potrebbe diventare un tormentone in tutte le dichiarazioni del gruppo dirigente, la comunicazione dobbiamo farla così.
pochi temi con delle "parole d'ordine chiare" da ripetere all'infinito, l'unico modo per portarle alla ribalta
il tema europeo sta a cuore a molti nostri potenziali elettori, probabilmente proprio quelli meno influenzabili dalle televisioni, credo che in vista delle elezioni del 2009 debba essere proprio questo uno dei pochi cavalli di battaglia

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Infatti... se noi iniziamo ad elaborare una linea che fa presa, e dimostriamo che fa presa anche se su un "campione" limitato, non vedo perché Veltroni non dovrebbe farla propria. Puntiamo in alto!

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Ah, il PD e l'Europa. L'Europa? Quale Europa? Quella del PSE? Quella dell'ALDE? Quella del PPE?

Concordo sulle primarie per le europee, ma non sono sicuro ci siano i tempi tecnici e la volontà all'interno del PD di organizzare questa cosa. Sicuramente il comitato Primarie Sempre potrebbe muoversi a questo scopo.

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Ecco uno dei punti da dove iniziare: Le primarie.

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Sicuramente il PPE no. Neanche il PSE mi sembra molto slanciato sull'europeismo oggi - e posso anche capire i paesi nordici che hanno poca voglia di associarsi, per esempio, a noi. Proprio per questo credo che il PD possa essere lui a farsi apripista ad un nuovo slancio ed una nuova scommessa - rischiosa, certamente, ma ora che cosa abbiamo da perdere???

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Tempo fa Cristiana Alicata scrisse qualcosa sul fatto di aderire al PSE. Non risposi, né scrissi nulla. Ma e´mia opinione che sia opportuno puntare sul PDE.

Il PDE- Partito Democratico Europeo al momento alleato con l'ALDE é una creazione italiana, ad essa si sono aggrupati europeisti centristi in fuga dalla schizzofrenia del PPE e dal PSE.

Del PPE non ne parliamo, ma il PSE, oltre al nome ("socialista") ed alla nobile storia che affascinano, rappresenta un blocco estremamente eterogeneo di europeisti ed euroscettici.

Capisco che si faccia fatica a lasciare il simbolo del nome di "partito socialista". Ma il PDE e´ la giusta direzione: un blocco compatto di partiti riformisti ed europeisti con idee chiare.

Ragazzi lo so, é duro pensare di perdere il nome "socialisti", ma la veritá é che il PDE attraverso il suo orientamento europeista riformatore difende dei principi molto piu' vicini a quelli che una volta erano del PSE. Sul PDE pesa l'ereditá europeista socialista di un Mitterand o di un Leon Blum assai di piu' che in quel misto fritto del PSE.

Cosa conta allora il nome o le idee che concretamente si difendono?

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Anch'io sono per un PDE, anche se strettamente alleato col PSE, in modo che quando esso risolva i suoi problemi interni (eroscetticismo di alcuni, tradizione socialista che esclude altre forze riformiste, etc.) si possa, chissà, creare una forte sinistra europea finalmente unita. Il nome da darle, poi, mi interessa, poco.

'Tis but thy name that is my enemy;
Thou art thyself, though not a Montague.
What's Montague? it is nor hand, nor foot,
Nor arm, nor face, nor any other part
Belonging to a man. O, be some other name!
What's in a name? that which we call a rose
By any other name would smell as sweet;
So Romeo would, were he not Romeo call'd,
Retain that dear perfection which he owes
Without that title.

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Non so, io non vedo negli altri paesi la nacessita dell'unione dell'area post-comunista con quella cattolico semi-integralista, credo che facendo da apripista si farebbe anche da chiudi-pista, non vedo necessità forti come la nostra da parte degli altri paesi. Purtroppo siamo fuori luogo in Europa, ma questo dovevamo aspettarcelo e dovevamo metterlo in conto, perchè sono scelte che pesano fare un partito "all'americana" quando si abita in Europa.
Alla fine si sceglierà lo sforzo minore ed il compromesso, qualcosa tipo uno spazio federato con il PSE, una cosa indolore che serve però a mettere la polvere sotto il tappeto.

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