Circolo Pd Barack Obama

Circolo del Partito Democratico "Barack Obama"

chiara sardelli

possibile azione politica da mettere in agenda -

possibile azione politica da mettere in agenda >
Stamani mattina , appena ho aperto la tv su una rete locale , correva la notizia - sulla base di sondaggio- che solo il 35% dei nostri ragazzi sotto i diciotto anni crede ed usa costantemente il preservativo per avere rapporti protetti .
L'intervista ad un operatore sanitario si concludeva sul tema dell'educazione sessuale: mai praticata nelle nostre scuole..
Ma ragazzi siamo nel secolo ventunesino di quale era?

Questa potrebbe essere l'esempio di un'azione poltica da mettere all'odg del nostro circolo e da portare all'attenzione del Pd.
Cioè chiedere un'azione poltica per l'eucazione sessuale nella scuola...
Che ne dite?
Non ci potrebbe essere qualcuno dei ministri ombra che se ne occpa?

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Risposte a questa discussione

Non vorrei che adesso la colpa sia della scuola, dei giovani e degli insegnanti (anche se a volte si fanno palpeggiare).. Scherzo! A mio avviso è un problema che non va affrontato partendo dalla paura delle malattie ma tenendo conto del rapporto basilare della "persona umana" rispetto alla collettività.E' un problema che investe il singolo individuo (non solo i giovani -sic-) nella sua globalità organico-psicologica ed etica quindi coinvolge il rapporto dell'individuo con se stesso e con altri da sé.Per ciò è un fatto naturale finchè è organico-psicologico e diventa culturale (sociale) quando tocca la sfera psicologico-etica.E' qui nascono le criticità...La società (laica e/o religiosa soprattutto) stabilisce dei diritti e doveri alla sessualità rispetto alle sue esigenze: si specula sull'aspetto psicologico stabilendo la maturità sessuale a gradini col metro della genitorialità e/o genitalità piuttosto che della sessualità tout court oppure si soffia sulla supremazia etica per costruire dei recinti e steccati...Siamo d'accordo che dovremo imparare qualcosa in questo campo, come per ogni apprendimento ci vuole continuità aggiungerei anche efficienza.Detto questo l'educazione sessuale non dovrebbe limitarsi alla sola scuola bensì interessare anche gli adulti magari nell'ambito dell'università della terza età o istituendo l'educazione permanente per adulti in vari campi della vita lavorativa e sociale fra cui si può inserire l'educazione sessuale.Cosi si garantisce al confronto intergenerazionale le stesse definizioni concettuali cosa che crea spesso difficoltà di compressione tra generazioni perchè a volte si tratta lo stesso argomento ma con definizioni diverse.
Per quanto riguarda la scuola italiana ,dico che nonostante grossi problemi formali, è nel bene e nel male sostanzialmente valida grazie ai sacrifici di parecchi insegnanti visionari se così si può dire..La scuola è disarticolata, il capo istituto da una parte( dovrebbe fare il manager-sic-) che usa un atteggiamento seduttivo nei confronti delle famiglie sempre più arroganti, disorientate e non collaborative e gli insegnanti dall'altra parte impauriti e senza disponibilità di mezzi.La scuola è ripiegata su se stessa, bisogna aprirla alla società con il coinvolgimento degli adulti nel piacere dell'educazione permanente anche fine a se stessa forse ciò motiverebbe di più i ragazzi...Utopia! Ingenuità! Forse, ma il coinvolgimento in prima persona paga quasi sempre.N.B. mia moglie ha insegnato per lunghi anni nella scuola media inferiore e superiore ed io, a suo tempo, ho fatto il medico scolastico (figura inutile o da riorganizzare).
Ciao!

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Grazie per il tuo intervento : c i sono molti spunti di riflessione utili, che vanno un po' oltre. Mi ricordano le discussioni che da giovane ho avuto con Tristano Codignola .
Spero che se facciamo un gruppo anche solo di discussione su questi temi tu sarai dei nostri.

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Grazie mi lusinga l'accostamento però sono un modesto libero pensatore che è poco politico, ecco perchè vado oltre. Però so una cosa, in politica per ottenere 1 devi sparare 10, della serie rimarrà sempre qualcosa.

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ciao Chiara, ti ringrazio per avermi invitato a partecipare alla discussione... che è anche la mia prima discussione pubblica sul circolo e quindi mi permetto di approfittarne e salutare tutti.
riguardo al tema mi trovi un po' scettico, per la verità. Non che non creda nel ruolo dell'educazione sessuale, ma se guardo ai bisogni della scuola, alla scomparsa dell'educazione civica (che sarebbe tanto più necessaria per integrare storie, culture e nazionalià diverse sotto un minimo comune denominatore), al drammatico abisso in cui sono cadute le competenze linguistiche e alla storica debolezza sul piano scientifico... mi sembra che il tema di cui parliamo per quanto importante sia secondario.
Nella vita faccio il fundraiser e il comunicatore sociale e ogni giorno mi trovo in concorrenza con un mondo dei media che offre modelli dominanti assolutamente opposti a quelli che la scuola potrebbe offrire. L'oggettivazione della donna, il brivido della conquista e dell'avventura senza regole, la scomparsa del preservativo da qualsiasi fiction o pubblicità (guardate le campagne francesi dove senza ipocrisia si parla del sesso giovanile invece delle lucine azzurre o dei sorrisini imbarazzati della nostra comunicazione sociale...). Insomma, forse più che di educazione sessuale, forse sarebbe il caso di iniziare a parlare di educazione all'uso dei media. Forse fra dieci, quindici anni potremmo sperare di avere meno veline e più realtà.
Non potrebbe essere questa la proposta di un circolo che nasce sul media più "caldo" a nostra disposizione?

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Ho definito la battaglia per un 'informazione vera la madre di tutte le battaglie..
Ma sviluppare qualcosa intonro a questo mi sembra davvero improbo grazie allo strapotere mediatico di Berlusca....

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mhm, a me sembra che ci siano vari problemi distinguibili per quanto correlati provo a riassumerli:

partiamo da quelli più "terra terra" che cmq non sottovaluterei visto che ti possono cambiare radicalmente la vita....

1. il problema delle malattie sessualmente trasmissibili
2. il problema delle gravidanze indesiderate

il problema 1 (malattie) lo si può risolvere con:
__ l'uso del preservativo (e l'astinenza dai rapporti sessuali orali)
__ l'astinenza fino al matrimonio o almeno una forma di sessualità "morigerata" (passatemi il termine) cioè con un numero limitato di partners di cui si conosce la storia personale, ecc.

Mi pare che entrambe le opzioni non siano infallibili oltre che non mutualmente esclusive.
(forse ci sono anche altre soluzioni ma al momento non mi vengono in mente...)

Il problema 2 (gravidanze indesiderate) lo si può risolvere con:
__ l'uso di un contraccettivo efficace (preservativo o pillola o magari entrambi)
__ aborto...
__ matrimonio riparatore...
__ astinenza fino a che la gravidanza non venga desiderata

Ora, l'uso della pillola è efficace nel prevenire una gravidanza indesiderata ma non le malattie sessualmente trasmissibili quindi deve essere abbinato o al preservativo o ad una sessualità "morigerata".
L'aborto usato come contraccettivo invece genera più problemi di quanti ne risolva, di ordine etico, psicologico, ecc. e qui si apre tutto un altro filone di discussione in cui non voglio addentrarmi in questo commento già lunghissimo...

In entrambi i casi l'astinenza è una soluzione efficace... anche se ci vuole una notevole dose di fede per praticarla coerentemente....


Poi ci sono i problemi di ordine "sociale", diciamo così, che investono la relazione tra i generi qui mi pare che però siamo ancora sul vago:
3. sicuramente c'è quello della violenza (qui sarebbero interessanti dati: è in aumento, in diminuzione, e in che fasce di età è in aumento o diminuzione, ecc.);
4. poi mi pare che ci siano stati degli accenni a dei rapporti di coppia "vissuti male" (non ricordo le parole esatte).


Stabiliti i problemi poi bisognerebbe chiedersi problema per problema:
potrebbe lo Stato cercare di risolvere questo problema? Esistono cioè soluzioni concrete ed efficaci praticabili dallo Stato e quali sono? Se esistono sono moralmente accettabili? Ed è moralmente accettabile che lo Stato risolva questo problema, cioè deve lo Stato risolverlo o spetta al cittadino nella sua vita privata?
Se spetta al cittadino risolversi per conto suo questo problema, oppure se lo Stato non è in grado di risolverglielo anche fosse giusto farlo, lo Stato può comunque aiutare il cittadino a risolverlo? se si in che modo?



PS
d'accordo a partecipare ad un gruppo di discussione sul tema :)
e poi eventualmente nei limiti di tempo e capacità ad eventuali iniziative/campagne

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Giacomo, a me reputare l'astinenza sessuale un metodo contraccettivo o di prevenzione delle gravidanze indesideratemi sembra un non senso. Potevi mettere anche il suicidio come metodo di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili allora... ovvio che il problema della contraccezione e della profilassi delle malattie si pone solo per chi ha voglia di fare sesso.
Per quanto riguarda le tue domande finali, la risposta sta nella costituzione. Si spetta allo stato prendersi cura della salute dei propri cittadini anche di quella sessuale.
Art 32 Cost " La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività..."
Inoltre esistono altri metodi che tu non hai preso in considerazione per esempio nell'industria pornografica americana hanno praticamente risolto il problema delle malattie sessualmente trasmesse ne utilizzando il preservativo ne tantomeno praticando la morigeratezza ...

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non sono d'accordo l'astinenza fino alle nozze è un metodo di prevenzione per le malattie sessualmente trasmissibili e per le gravidanze indesiderate, guarda io sono ateo e non ho alcuna particolare fede, né ritengo sia un metodo praticabile dai più, ma esiste e non si può far finta del contrario...

Per quanto riguarda la citazione della Costituzione forse bisognerebbe scavare di più nella cosa... io uno Stato che decida come e con chi debbo fare l'amore non mi va granché... attenzione al principio della salute usato senza contestualizzarlo....

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Giacomo, scusami ma non è possibile definire l'astinenza come un "metodo" di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili o delle gravidanze indesiderate.
E non è possibile proprio scientificamente parlando, perché non è un "metodo", allo stesso modo in cui non può definirsi tale non uscire di casa per non rischiare di morire investiti o non utilizzare l'automobile come metodo per prevenire gli incidenti.
Non fare una cosa ovviamente previene dai rischi connessi a quella cosa, ma non può definirsi un metodo per evitare le conseguenze indesiderate che derivano dal metterla in atto. Se non la metto in atto, non la metto in atto punto e basta, non sto utilizzando un metodo "in" quella cosa - cioè: non sto facendo quella cosa in un determinato "modo" o utilizzando un certo "metodo" - per prevenire/evitare i suoi effetti indesiderati.

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ok non usare la parola metodo se non ti va, diciamola così:

ho un problema: alcune malattie si trasmettono via contatti sessuali e io non voglio prendere quelle malattie

non avere rapporti sessuali è una delle possibili soluzioni al problema.

Ma non è che forse invece il problema ad accettare questo, cioè che sia una delle possibili soluzioni, è che molti di noi (io per primo) la riteniamo una soluzione sbagliata? Nel senso che risolve questo problema con un sacrificio troppo alto?

Il problema come lo poni tu Fabio è leggermente diverso:
ho un problema: alcune malattie si trasmettono via contatti sessuali e io non voglio prendere quelle malattie E non voglio rinunciare alla mia vita sessuale per questo, come faccio?

In questo senso si, l'astinenza non è una soluzione, ma come vedi c'era una premessa che serviva esplicitare

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Giacomo, è una soluzione al problema tanto quanto decidere di non mangiare per non prendere infezioni alimentari. Sto utilizzando una soluzione per evitare le infezioni o sto programmando il mio suicidio?
Possiamo definirla una soluzione?
In altre parole: il problema è quello di evitare le infezioni o di evitare la sessualità (usando le infezioni come pretesto?).

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Il fatto che non ci piaccia come metodo di prevenzione (e non credo piaccia neanche a Giacomo) non può permetterci di ignorarlo.
Se sono a rischio infarto un metodo di prevenzione è non giocare a pallone, no?

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