Circolo Pd Barack Obama

Circolo del Partito Democratico "Barack Obama"

Barbara Melotti

Brutti, sporchi e cattivi!

La questione rom per come si sta mettendo, personalmente, mi angoscia. Pensare a quello che sta succedendo ferisce profondamente la mia coscienza e mi fa temere per quello che questo paese sta diventando. Quello che pensano gli italiani mi pare terribile, e mi pare che ci siano tutte le premesse per una bestiale discriminazione, se non molto peggio, come non si vedeva dai tempi delle leggi razziali, con la non trascurabile differenza che le vittime, stavolta, sono anche "brutte, sporche e cattive", e mancano di qualsiasi difesensore.

Voglio segnalare a tutti questo articolo di Gad Lerner, che sottoscrivo parola per parola e del quale voglio riportare qui la conclusione, che mi permetto di fare mia, sperando che questo circolo possa far parte di questa "reazione civile":

Dobbiamo sperare in una reazione civile agli avvenimenti di questi giorni, prima che i guasti diventino irrimediabili. Già si levano voci critiche ispirate a saggezza, anche nella compagine dei vincitori (Giuseppe Pisanu). Il silenzio, al contrario, confermerebbe solo l'irresponsabilità di una classe dirigente che ha già cavalcato gli stupri in chiave etnica durante la campagna elettorale.

Tags: gad lerner, razzismo, rom

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Risposte a questa discussione

mah, allora perchè non accettare e regolamentare la poligamia mormone o musulmana, perchè non accettare l'infibulazione del corno d'Africa, o l'uso e il commercio del peyote sudamericano, o l'idea della pedofilia asiatica, o mangiare i cani come in Corea e così via dagli usi più orrendi a quelli più accettabili... Ma stiamo scherzando? Una società civile deve normare e assicurarsi che si segua la legge. Rubare e accattonaggio fanno parte della cultura Zingara così romantica e suggestiva...e allora? mio nonno diceva ciccia ar culo! scusatemi il vernacoliere ma stamo a giocà o parliamo sul serio? Mi ripeto guardate la Francia quanta energia ha speso su questo punto e quanto non ha accettato questi discorsi!

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Luigi, in parte condivido il tuo discorso, in parte no.
Specificamente, io sono convinto che non debbano essere integrati "i popoli" o le "etnie" ma, piuttosto, gli individui. Partendo da questo presupposto, è evidente che, per quanto mi riguarda, l'appartenenza etnica - o familiare - ha un'importanza molto relativa. Trattare le persone come un "popolo" o come un "gruppo" espone al rischio di fare di tutta l'erba un fascio e, secondo me, non aiuta né a comprendere né ad integrare. Oltretutto, deresponsabilizza il singolo, mettendo in primo piano il gruppo o l'appartenenza. Per quanto mi riguarda, una cosa abbastanza orrida.
Seguendo Flores D'Arcais, l'integrazione non riguarda gruppi, famiglie o clan: riguarda persone, singole, a cui la società può offrire l'opportunità di inserirsi e di condurre una vita "normale". In altre parole, il problema, a mio avviso, non è "integrare" ma, piuttosto, "non escludere". Sembrerà retorica, ma non credo che lo sia.
Riguardo alla cultura Rom, so bene che diversi studi affermano quel che affermi tu relativamente al furto o all'accattonaggio. Eppure io non ne sono affatto convinto. E non ne sono convinto perché sono moltissimi, in Italia, i Rom che lavorano, insegnano - persino all'Università - e che tutto fanno tranne rubare e chiedere l'elemosina.
Non va dimenticato, tra l'altro, che una percentuale abbastanza elevata di Rom sono cittadini italiani e, dunque, non possono essere espulsi seguendo le logiche farneticanti del centrodestra e di qualche sindaco un po' confuso del centrosinistra.
Perchè molti Rom sono integrati e sostanzialmente indistinguibili dagli "altri" cittadini e, invece, diversi altri no?
Perchè nel centro nord molti programmi di integrazione hanno funzionato e, invece, nel resto del paese questo non accade?
D'altronde, se pure il discorso culturale fosse vero, non credo proprio che in trent'anni non si riesca, in un modo o in un altro, a modificare, almeno in parte, tendenze devianti che ogni cultura porta con sé. Anche noi italiani, credo, ne sappiamo qualcosa di devianze culturali, o no? Per fortuna, la cultura italiana non è più quella di cento anni fa. Certo, si perdono molte cose. La gran parte orrende, di solito.
Un'ultima cosa: credo che proprio noi a sinistra dovremmo fare molta attenzione ai termini che usiamo. I Rom sono una cosa, i Rumeni un'altra, i Sinti un'altra ancora e così via. Ognuno di questi popoli è portatore di culture molto diverse. E all'interno di ciascuna cultura i singoli individui la incarnano in modi molto differenziati. Sono gli individui o le persone quelli a cui dobbiamo rivolgerci, io credo.

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Non ho dati sulle integrazioni avvenute, e non dico che non possano avvenire, anche se ho il sospetto che si tratti di ridotti casi.
Non vorrei aprire un discorso infinito tra individui, società e culture.
Ho detto solo che qualche cosa di diverso da quanto il nostro Stato sta facendo si può fare.
Per quanto riguarda però le caratteristiche della popolazione rom é giusto, come tu dici, non disconoscere che i singoli individui si possano differenziare.
E' una loro chance, e perché negarne l'esista o la possibilità? e comunque non sono certo io che negherei l'appoggio a chi vuole cambiare.

Ma impostare la soluzione del problema con la coercizione, i calci del nonno di Alessandro, o la nostra ipotetica integrazione forzosa mi sembra molto aleatorio.

Io approfondii la cultura rom molti anni fa, per lavoro, quasi secoli fa, intono al 1974-75, unitamente a quella cinese e ti dirò che rimasi sorpreso degli aspetti positivi intrinsechi a quelle culture.
Non si tratta del fascino zigano, ma di altro, si tratta persino del concetto di famiglia e di solidarietà che il nucleo familiare ha fino alla morte ed un miscuglio di superstizione, religiosità e un disconoscimento profondo del senso di alcuni peccati cattolici.

Insomma qualsiasi problema può essere affrontato se si conoscono i dati, ed i miei sono un poco vecchiotti, anche se certo non credo che il fondo di quella popolazione sia ancora trasmutata del tutto.

In ogni caso, ripromettendomi di rispondere meglio alle tue osservazioni, direi che sia il caso che alcuni approfondiscano di più la conoscenza di quella popolazione, magari sentendo buona musica ed assolutamente senza manganello.
A quelli consiglio Bregovic.

Dimenticavo: i nonni di mia moglie portavano l'orecchino, essendo loro di Trieste, un poco slavi, un poco italiani ed anche un pizzico austriaci e parlavano tre lingue.
:-))
Non erano rom, ma ne videro molti scomparire nei forni crematoi.

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Caro Luigi, primo non ho mai parlato di calci ma di ciccia ar culo è un modo di dire romanesco, fascinoso quanto quelli zingari, per fare spallucce. Poi sono certo che si tratti di cultura come molte altre tradizioni. Per quanto riguarda Bregovic l'ho visto la prima volta dieci anni fa quando ancora non aveva litigato con Kustiriza, tra l'altro i rom lo odiano... Perchè ritengono si sia appropriato di roba loro. Sai i balcani li conosco assai bene e da parecchi anni!

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Mi dispiace non aver interpretato il tuo romanesco o meglio non ho riletto bene la frase, ma in linea di massima la mia sensazione immediata e stupita é stata quella.

Ossia e dimmi se sbaglio : tu giustifichi, fregandotene, la nomina di un Commissario ad hoc per i rom, le retate e gli incendi che sono avvenuti nel Napoletano (preceduti da quelli dell’Ostiense al Teatro India a causa certamente di fascisti) perché “una società civile deve normare e assicurarsi che si segua la legge. Rubare e accattonaggio fanno parte della cultura Zingara così romantica e suggestiva...e allora?mio-(tuo)- nonno diceva ciccia ar culo!”
Non erano calci, è vero, ma se son rose fioriranno ed ho qualche serio e fondato dubbio.

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leggo solo ora il tuo commento, continuo a non spiegarmi, o tu a non capire... Non giustifico affatto la nomina di un Commissario del Governo, ti dirò di più vedo con antipatia le nomine dei commissari di governo sempre e comunque perchè sono la prova provata dell'incapacità dl governo di risolvere problemi che sarebbe suo compito/dovere risolvere! Quello che mi preoccupa e che in Italia manchi assolutamente una cultura della legalità, tema tanto caro ai nostri genitori e ai nostri nonni resistenti. Al punto di farlo diventare un concetto di destra. Il problema della sicurezza non esiste! O meglio non è una priorità, quella che è una priorità è la legalità, certezza delle pene, tempi rapidi, che non si chieda più la raccomandazione per rinnovare il passaporto, che i polizziotti non facciano finta di non vedere prostitute e protettori lungo le strade, che chi truffa gli italiani sia perseguito(parlo delle banche), che la cultura del più "furbo " non abbia fortuna, che gli zingari non possano rubare e debbano mandare i figli a scuola, che io riesca finalmente a trovare il posto di mio figlio disabile libero. E' chiaro che ho fatto un calderone con varie gravità, ma è appunto questo che intendo cultura della legalità il rispetto delle regole e delle leggi di una nazione... E questa non può e non deve farsi carico di pericolose deroghe e giustificazionismi per tradizioni più o meno romantiche

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Alessa'! e qui si parla di un Commissario solo ed esclusivamente per i ROM
Comprendo quel che dici ma torno a ripetere :
a te sta bene che cittadini comuni si facciano giustizia da sé?

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assolutamente no! e trovo pleonastico e anche un poco offensivo doverlo ribadire. Sai mi sono riletto i miei post e non capisco dove tu abbia letto, o intuito che difendessi la giustizia sommaria della strada :-) Trovo che lo stato (e non il cittadino) debba preoccuparsi di garantire la legalità! Comunque di Commissari mi sembra che ce ne siano e siano stati un po per ogni occasini, dall'immondizia, alle calamità. L'ultimo orrore è quello per i Rom

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Se un extracomunitario, un bulgaro o un rom stuprano una donna la notizia è in prima pagina, se un italiano stupra una extracomunitaria la notizia è relegata a due righe.
Se un extracomunitario investe e uccide dei passanti in stato di ubriachezza la notizia va in prima pagina e il colpevole si becca sei anni di galera, se un italiano commette lo stesso reato se la cava con una denuncia a piede libero.
Potrtei continuare ma ci siamo capiti, questo è "razzismo bello e buono" e a proposito dell'informazione italiana che si chiama sempre fuori da tutto sarebbe ora di chiedere anche per questi giornalisti le dimissioni.
Ovviamente in senso metaforico.
Altrettanto ovviamente per quanto riguarda la politica questa non si occupa di informazione salvo quando riguarda la RAI: allora sono tutti lì pronti ad occupare......le poltrone del CdA.
Poi ci si meraviglia che Grillo organizzza un V-Day sull'informazione.....è proprio antipolitica!

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Aggiungo solo che l'antipolitica non dev'essere usato come un appellativo negativo, piuttosto come una costatazione. C'è tanta gente che dichiara che con questa politica nonci vuole avere nulla a che fare, e per me è comprensibilissimo.
Fabio, non sai quanto sono stato contento quando hai scrito "noi a sinistra" non ci speravo quasi più in una tua fra del genere. Cmq hai ragione, però quello che dici tu non va in contrasto con quello che diceva Luigi, senza contare che le derive che stiamo avendo sono più pericolose di qualsiasi cosa. Io non son tanto d'accordo con quello che dice Flores D'Arcais, anche se è uno dei miei giornalisti preferiti, perchè non penso che al giorno d'oggi si possa pensare di integrare uomini e non culture. Perchè gli immigrati sono diventati sempre di più, e diventeranno sempre di più, soprattutto se i grandi paesi capitalisti continueranno a sfruttare quelli più poveri. Essendo così tanti, sono delle vere e proprie comunità con una loro cultura. Non li puoi sradicare perchè se no, il singolo, si sentirebbe alienato da un proprio mondo che al giorno d'oggi, con il livello di globalizzazione e di immigrazione che c'è oggi, ha diritto di vivere, un mondo che gli appartiene. Ora secondo me si deve parlare di integrazione di culture, e di passi di avvicinamento anche della cultura "ospitante", ovviamente senza ledere certi principi di libertà.

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Mi dispiace condividere poco o nulla di quelli che si è finora scritto, ma mi sembra che si stia discutenndo la classica tesi tutta ideologica. Premetto: il manifesto del PD napoletano non piace, ma pone problemi comunque concreti ( i campi nomadi). E per restare in tema, visto che mi pare si colga solo il fatto che sembri che si parli solo di ripressione (evidentemente si legge solo quel che si vuole leggere), avevo anche scritto che per arrivare ad un cammino di integrazione, servno riforme di una certa entità, quali concessione della cittadinanza, estensione dei diritti di voto et similia. Ma chi delinque va puntito, che sia giallo, verde o blu, nenache espulso punito, messo in prigione. E secondo me non servono pene più severe, aspre o draconiane (la cui deterrenza è inutile), ma pene certe, in tempi certi e sicuri. La certezza della pena è la migliore deterrenza. Ribadisco il mio pensiero: i campi nomadi sono un'indecenza (non li tollera neppure la Romania) e capisco quelle perosone che vi vivono a stretto contatto, alle quali suona forse un tantino irridente la risposta dovete trovare un modus vivendi, nella totale assenza di stato, forze dell'ordine ed istituzioni (e il manifesto dello scandalo pone anche questo problema). Quando si va in un Paese straniero bisogna comunque accettarne le leggi ed impararne usi e costumi, se no si resta margilizzati. E viaggiando, oggi, non cento anni fa, ne ho visti di italiani, giovani per giunta incapaci di questo atteggiamento in irlanda, francia, spagna e gran bretagna. Quando sono andato in Turchia mi sono adeguato a non bere alcolici, e avendo voluto visitare una moschea o prima chiesto il permesso e poi ho accettato tutte le regole che sono giustamente imposte per visitarla. La cosa deve essere reciproca. Che l'Italia sia un Paese che abbia problemi ad accogliere è assodato, ma non è con un cattivo relativismo culturale che si fa un buon servizio alla causa. Trovo poi illogico, immotivato e squisitamente gratuito il voler collegare atti crimilai, condotti da organizzazioni criminali, con le scelte di alcuni sindaci del PD, che devono rispondere della sicurezza dei cittadini ( e magari se anche gli immigrati avesso diritto di voto sarebbero rappresentati anche loro e chissà se non chiederebbero le stesse cose). Citiamo la Francia: la francia ha un pessimo sistema di integrazione, basta farsi un giro per le periferie di Parigi, e non mi pare certo un Paese che abdichi alla propria identità culturale, anzi. Zapatero non si è mostrato meno duro con l'immigrazione sopratutto nella difesa dei confini terrestri, ma guida un Paese che crea ogni giorni lavoro, ricchezza e che riesce ad attrarre anche una immigrazione qualificata, senza espellere migliaia di immigrati (ma tanto chi ci crede a questa cosa, io no), sospendere Schengen, ma ha difeso e difende a spada tratta i CPT e tutta una serie di provvedimenti europei in Italia inapplicati.

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raffaele, sono assolutamente d'accordo! Se si vive in una nazione, chiunque deve accettare le leggi e le norme di quella nazione. A questo proposito citavo la Francia, non come esempio di integrazione ma cme esempio di difesa dell'identità della naziona, tra l'altro fatta dalla sinistra! Tra l'altro trovo abbastanza orrendo il birignao sugli usi rom... se si delinque bisogna essere puniti di qualsiasi colore, censo, religione si sia

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