Circolo Pd Barack Obama

Circolo del Partito Democratico "Barack Obama"

Barbara Melotti

Brutti, sporchi e cattivi!

La questione rom per come si sta mettendo, personalmente, mi angoscia. Pensare a quello che sta succedendo ferisce profondamente la mia coscienza e mi fa temere per quello che questo paese sta diventando. Quello che pensano gli italiani mi pare terribile, e mi pare che ci siano tutte le premesse per una bestiale discriminazione, se non molto peggio, come non si vedeva dai tempi delle leggi razziali, con la non trascurabile differenza che le vittime, stavolta, sono anche "brutte, sporche e cattive", e mancano di qualsiasi difesensore.

Voglio segnalare a tutti questo articolo di Gad Lerner, che sottoscrivo parola per parola e del quale voglio riportare qui la conclusione, che mi permetto di fare mia, sperando che questo circolo possa far parte di questa "reazione civile":

Dobbiamo sperare in una reazione civile agli avvenimenti di questi giorni, prima che i guasti diventino irrimediabili. Già si levano voci critiche ispirate a saggezza, anche nella compagine dei vincitori (Giuseppe Pisanu). Il silenzio, al contrario, confermerebbe solo l'irresponsabilità di una classe dirigente che ha già cavalcato gli stupri in chiave etnica durante la campagna elettorale.

Tags: gad lerner, razzismo, rom

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Risposte a questa discussione

Mi hai preceduto di qualche secondo ed ero in apprensione.
E’ vietato entrare ai cani e agli italiani, recitava un famoso cartello.
Non s’aggira più quello spettro per l’Europa, quello del comunismo, state tranquilli, ma, così come allora, altre ombre gravano sull’essere umano a partire dall’Italia.

Confuso ed un poco stordito nel constatare che la maggioranza degli italiani è di centro destra, mi sono messo in attesa di un evento, un fatto che conducesse a dire qualcosa di sinistra.
Diciamo di centro-sinistra, almeno.

"Retata di extracomunitari: Un commissario per i rom."
Quanto tempo ci vorrà per realizzare che questo è razzismo? di Stato?

Svuotato il patto sociale che delegava la coercizione allo Stato, molti cittadini si danno alle epurazioni e molti altri, troppi, guardano acconsentendo e plaudendo alle iniziative di incendi e alla auto-giustizia.
Lo Stato per riprendere in mano la situazione si lancia nelle retate di delinquenti riconosciuti (a soli pochi giorni dalle elezioni!), e mostra i potenti muscoli.
Ovviamente tutti riconosciamo che sia giusto difendere la nostra società colpendo, anche duramente, i delinquenti, ma la parola "retata" terrorizza.

Si dice giustamente che la sicurezza non è né di destra né di sinistra, e va bene, ma lo possiamo dire che l’uso della violenza, di qualsiasi tipo, verso i popoli e le razze è da rigettare? O è troppo di sinistra?

Vogliamo un parlamento ed una politica senza insulti e lotte all'ultimo sangue, faremo un'opposizione saggia, ma é lecito attendersi che i nostri si facciano carico di criticare, con forza, metodi e sistemi che ricordano i pogrom.

Indigniamoci!

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Proposta numero 1: vietare ai genitori di scegliere la scuola elementare dei figli, poiché la scelta viene fatta troppo spesso in base al numero di bambini stranieri presenti. Così si crea solo ghettizzazione e si alimenta l'odio sociale/razziale/etnico.

Proposta numero 2: gestire l'immigrazione in modo più razionale, consentire l'ingresso a tutti ma identificando sempre il migrante, o creando dei certificati ad hoc legati a impronte digitali o DNA per chi non ha documenti, e riportare alla frontiera chi dopo 3 mesi non dispone di certificato di lavoro, spiegando al migrante che se denuncia un datore di lavoro che lo assume in nero il tempo di cacciata gli viene "resettato" e può restare per altri 3 mesi, avendo così ulteriore tempo di trovarsi altra occupazione regolare. Così ce la smettiamo anche di avere cantieri che assumono al 90% migranti in nero, e diamo un certificato a questi lavoratori in modo che possano anche prendersi casa, riducendo contestualmente il lavoro nero.

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non so se la mia riflessione è corretta ma a me dà fastidio sentire dire:" Un albanese un siciliano un torinese un gay hanno ucciso oppure hanno stuprato ".... perché dover sempre sottolineare la provenienza ?

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Perché rispondi al mio commento con questa domanda? :)
A me comunque da più fastidio che "un torinese" non lo senti mai dire perché non fa notizia, e il problema sta tutto qui: all'italiano medio piace sapere che è il "diverso" da lui a vivere nell'illegalità, e i giornali fanno solo il loro "dovere" di venditori di copie quando titolano "Romeno stupra studentessa". Venditori di copie (e di spazi pubblicitari in TV) esulando dalla loro funzione di massa critica nella pubblica opinione, questo è il problema.

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Carla, lo sai che il più delle volte la pensiamo in modo identico... però stavolta mi tocca dare ragione ad Alessandro, quando sottolinea - secondo me giustamente - che, dai mass-media, la "provenienza" di chi delinque viene molto più spesso rimarcata per gli extracomunitarî che non per gli italiani...
e poi, un'altra cosa: a parte che, se vogliamo essere precisi, l'espressione "un gay" non indica "provenienza"... diciamo anche che più spesso di "un gay" si legge che "è stato ucciso o stuprato", piuttosto che "ha ucciso o stuprato"...
quanto sopra, tanto per non smentire la mia fama di essere quella che fa le pulci agli altri, amici o meno che siano... stavo quasi perdendo l'abitudine, ultimamente... eheheh

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Non so se qualcuno ha notato, nell'ultimo ITEM del questionario di Repubblica, le formule che venivano proposte... anche quelle mi sono parse preoccupanti, a dire il vero; le riporto qui:

IN GENERALE, QUALE SENTIMENTO PROVA IN MODO PREVALENTE NEI CONFRONTI DI: UN ROM / UN EXTRACOMUNITARIO:

- LO CONSIDERO UNO DI NOI E MI FA PIACERE
- LO SOPPORTO MA NON PROVO SENTIMENTI ECCESSIVAMENTE NEGATIVI
- VORREI VEDERE CHE LO STATO LO CACCIASSE DALL'ITALIA
- HO PAURA
- SENZA OPINIONE

a me è sembrato davvero singolare il fatto che non si sia contemplata anche la possibilità di prevedere risposte del tipo:
- "provo compassione per la vita che probabilmente è costretto a fare"
- "suscita in me un senso di solidarietà"
- "mi viene voglia di conoscerlo personalmente e di saperne di più sulla sua vita"
- "vorrei poter fare qualcosa per migliorare la sua situazione"

e via andando... a me, per esempio, che vivo nel quartiere più multietnico di Roma, succedono tutte queste cose... anche se, alle 9 di mattina, dalla finestra aperta mi arriva la puzza delle loro fritture con olio a basso costo, o se devo continuamente ripulire il mo balcone "dalla qualunque" che i ragazzini cinesi (e forse non solo i ragazzini!) del piano di sopra buttano regolarmente dalla finestra... perché poi, se torno dalla spesa con tre buste pesanti, il bengalese che incontro nel portone mi fa un sorriso e mi dice: "tu come mia nonna, dammi, porto io" oppure il maghrebino del negozio a fianco mi vuole reinfilare gratis la collana di pietre dure che gli ho portato ad aggiustare, perché "tu gentile, saluti sempre, tu amica"...

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ricordo sommessamente ancora una volta che la maggior parte dei rom sono rumeni, hanno libero accesso in tutta Europa.... come noi quando andiamo a Parigi, o dobbiamo motivare, ogni volta che andiamo a Parigi per quale motivo ci andiamo?

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L'italia si fa ronda. Ed la responsabilità ce l'hanno sempre più i sindaci. Se un romeno vuole venire in Italia a viverci ha lo stesso diritto mio o di qualunque altro comunitario. Andiamo verso delle politiche di inclusione, giuste, e poi abbiamo lo spirito dell'esclusione. Il razzismo di molti italiani è un dato di fatto, e le ronde non penso sviluppino la solidarietà e l'accoglienza verso l'altro, ossia quello che ci manca.

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cito un amico:

Permettetemi un paragone decisamente poco politically correct. E' un problema che mi ricorda l'inquinamento dell'aria. Un problema di concentrazione. Se le polveri sottili che si posano nel centro di Roma o di Milano fossero distribuite equamente in tutta l'area metropolitana non darebbero alcun fastidio, non provocherebbero alcun danno. Il problema è quando si concentrano in una strada stretta dove le auto e tutto il resto va a passo d'uomo, e la trasformano in una camera a gas. Gli zingari nomadi sono pochi, pochissimi, rispetto alla popolazione italiana, 130 mila sentivo oggi. Possono essere un problema solo in elevata concentrazione, ma possono costituire una elevata concentrazione solo in poche zone.

Distribuire il traffico di una città in modo uniforme (o ridurlo), lo sappiamo, non è impresa facile. Distribuire queste popolazioni ostinatamente nomadi (e libere, vedi inizio post) in modo più uniforme sarebbe una impresa molto più facile. Un semplice esercizio di buona gestione, di integrazione per gradi. Sfruttando anche le due principali istituzioni che si occupano di integrazione dei nomadi, la scuola e la chiesa, che vengono anch'esse rifiutate spesso e volentieri (la prima specialmente) ma che, con tempo e pazienza, progressivamente diminuirebbero ancora di più la concentrazione. Era quello che si faceva, con alterni risultati, nel Comune di Roma fino all'arrivo di Alemanno (che gli zingari li deve proprio ringraziare, praticamente lo hanno miracolato, sarebbe giusto che andasse al Divino Amore, possibilmente a piedi, e accendesse un cero nella loro cappelletta).

Il problema è la soglia di sopportazione degli italiani, che sembra diventata talmente bassa da rendere impossibile ogni gestione del fenomeno. Come succede all'organismo di alcune persone quando sono attaccate da batteri e tossine e il loro sistema immunitario reagisce in modo parossistico, mettendo a repentaglio la vita stessa che dovrebbe proteggere. E' lo shock anafilattico. Se una vespa mi punge mi provoca dolore e un bel brufolo, ma una persona allergica può avere guai seri.

Ecco, l'Italia di questi giorni mi sembra in pieno shock anafilattico. Ha subito una puntura (neanche reale, virtuale, televisiva), la materializzazione della mitica "zingarella che rapisce la bambina" (dò per scontato che sia vero, non sono un negazionista a priori) ed è in piena reazione parossistica, rossa e gonfia come il suddetto punturato da vespa selvatica.

La qualità e la voglia di futuro di un paese si riconosce però dalla sua maturità, dalla capacità di gestire con equlbrio e in modo razionale i problemi, anche quelli complessi, non necessariamente negandoli o dando giustificazioni sociologiche, ma magari provando a risolverli (che banalità, eh?).

Ma d'altra parte, se proprio dalla testa, dal Ministero dell'Interno, arriva il buon esempio, perché stupirsi dello scarso equilibrio degli italiani? Primo atto, un commissariato ai Rom, non al contrasto della camorra e al recupero del territorio (dopo tutto quel che si è detto da Gomorra in poi) o ad affrontare il problema della ndrangheta in Calabria, non parliamo neanche della mafia, non ad occuparsi in modo serio dei furti in ville e comprensori che "allietano" la Padania o i nuovi quartieri che circondano Roma. Si parte dai rom. Il capro espiatorio perfetto.

Vorrei proprio avere una società di sondaggi per fare io le domande sulle priorità, e divertirmi a chiedere, ai genitori di figli ventenni, ai loro figli, ai cinquantenni con meno di 30 anni di contributi, a chi a che fare con il sistema sanitario, a chi viaggia, a chi ha figli piccoli (si può continuare per 100 o 200 domande)

è più importante il problema degli zingari o garantire un lavoro stabile e giustamente retribuito per tuo figlio?
è più importante il problema degli zingari o un sistema di garanzie per tuo padre che sta perdendo il lavoro?
è più importante il problema degli zingari o un ospedale nel quale le analisi e le visite si possono prenotare con solo qualche giorno di anticipo?
è più importante il problema degli zingari o treni per i pendolari che arrivano in orario e non sono ridotti in stato pietoso?
è più importante il problema degli zingari o una gestione del traffico che consenta di non passare più ore in macchina che al lavoro?
è più importante il problema degli zingari o poter trovare una casa senza fare un mutuo che indebita tre generazioni?
è più importante il problema degli zingari o avere un sistema scolastico che prepara delle persone che il mondo del lavoro aspetta e non rifiuta?
è più importante il problema degli zingari o l'aria e l'acqua e il cibo non inquinati per noi e per i nostri figli?

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Vittorio, i bambini Rom non rubano a più non posso.
Ci sono diversi bambini Rom, sfruttati dai genitori, che rubano. Molti, molti di più sono costretti a chiedere l'elemosina. E un numero non irrilevante, invece, va a scuola, come tutti gli altri bambini.
Allo stesso modo, ci sono molti bambini e ragazzini dei quartieri degradati delle periferie di qualunque grande città che rubano ugualmente. Tanto quanto se non di più. Però nessuno sembra accorgersene. Si vedono meno.

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Si, forse si vedono di meno, sono più chiari, c'è meno odio, "sono come noi". Bisogna capire che non esiste più la mia gente e gli stranieri, i sindaci non devono difendere la propria gente (come ho sentito con orrore ieri ad Annozero) dai forsetieri, dai delinquenti che sono quasi sempre stranieri e dagli stranieri che sono quasi sempre delinquenti, ma devono pensare alla serenità della città che governano, serenità che deve realizzarsi nell'era e nelle condizioni della globalizzazione. E tutte le misure che stanno prendendo sono controproducenti.

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Fabio, certo... ma questo è esattamente lo stesso discorso che riguarda le volenze sulle donne: tutti sanno (o dovrebbero sapere) che del milione¹ (dico: MI-LIO-NE) di casi di violenza sulle donne nel solo ultimo anno, l'80% (OT-TAN-TA-PER-CENT-TO) circa riguarda donne oggetto di stalking, o picchiate, o ferite, o uccise da uomini appartnenti alla loro cerchia familiare o amicale; ciononostante, la romena violentata dall'italiano (caso dell'altro ieri) finisce in un trafiletto in cronaca locale, mentre sulla signora malmenata o scippata (o anche stuprata, certo, anzi: meglio per le vendite dei quotidiani e per l'audience di TG e Emilifede & Brunivespa!) dall'albanese o dal rom ubriaco si fanno titoli a 6 colonne in prima pagina, così si è tutti felici di poter dare addosso ad albanesi e rumeni in blocco: ubriachi maànche sobri...
________
¹ v. rapporto ISTAT 2007 http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_0...

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