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cristiana alicata

Caro sindaco Alemanno, sul gay pride....

qualcuno di voi è venuto sul mio blog a chiedermi di postare anche qui. La lettera è in questo momento sull'Home Page di repubblica.

Caro sindaco Alemanno,

Leggo le sue dichiarazioni sul Gay Pride, secondo cui esso sarebbe “una manifestazione di esibizionismo sessuale”, anche un po’ aggressivo e decido di scriverle per farle notare alcune cose.



Già nel GayPride Nazionale di Roma dell’anno scorso, visto il momento difficile per la comunità gay (legge sui Dico affossata in parlamento), la quasi totalità dei transessuali, decise spontaneamente di sfilare più coperta del solito. Giornali e televisioni, non contenti delle immagini di quel giorno dovettero rivangare vecchie immagini di repertorio per poter dare la loro deviata e pruriginosa informazione sul Pride. Perché, invece di “leggere” il Pride sui giornali, non viene davvero a vederlo, come le ha chiesto Imma Battaglia? Troverà centinaia di migliaia di cittadini e cittadine romani, che sfilano con i vestiti di tutti giorni. Perché, come uomo delle istituzioni, non chiede alla stampa e alle televisioni, di non mostrare immagini eccessive che sono oltretutto minoritarie? Non lo dico certo per perbenismo, ma perché anche a me sembra ogni volta una strumentalizzazione, dare del Gay Pride una sola immagine. In questi giorni Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay Nazionale, ha chiesto alla comunità GLBT di sfilare al prossimo pride bolognese con il vestito del proprio mestiere.

Le faccio notare, inoltre, che le strade di Roma, ogni notte, sono teatro di esibizionismo sessuale ben peggiore, da parte di centinaia di migliaia di uomini, che mette a rischio anche la sicurezza stradale. Pensi alla Salaria, un autentico bordello a cielo aperto, dove trovano sfogo davvero troppi bravi padri di famiglia, oltre tutto con ragazzine nemmeno maggiorenni. Mi auguro che come sindaco la sua priorità sia difendere quelle donne dallo sfruttamento punendo chi crea pericolo alla cittadinanza.



Di recente ho difeso la croce celtica che porta al collo. Per qualcuno è un simbolo di morte perché viene equiparata alla svastica. Lei ha spiegato perché la porta al collo, per ragioni affettive, ed io credo che all’oggettività dei simboli, dobbiamo pur aggiungere l’umanità che essi posseggono e il valore soggettivo che gli si conferisce. Non metterei mai bocca sulla sacralità dell’amicizia. Credo, semplicemente, nelle parole che dice.

Provi ora a fare lo stesso esercizio per il Gay Pride, manifestazione che ricorda il giorno in cui un gruppo di trans, a New York, si ribellò alle botte e agli stupri quotidiani dei poliziotti. Esso per la comunità gay ha un valore simbolico. Il colore, le piume, la musica, ove ci sono, sono simboli di gratitudine verso chi, per primo, si è ribellato.

Caro Alemanno, oggi lei è anche il mio sindaco ed io, pur militando nel PD, faccio parte di quei 70.000 che si sono rifiutati di votare Rutelli. Le cose che lei dice sul Gay Pride, sono le stesse che pensano molti miei compagni di partito, quindi non ne faccio affatto un momento di scontro politico, ma la richiesta di una semplice cittadina al suo sindaco. Che sia il sindaco di tutti: venga a vedere che cosa è il gay pride. Si stupirà di venire accolto con gioia, tanto siamo abituati ad essere rifiutati, persino da chi dovrebbe essere dalla nostra parte. Faccia questa cosa rivoluzionaria, creda nelle mie parole come io credo nelle parole dei ragazzi di Colle Oppio quando dicono di non essere più fascisti. Anche questo è un passaggio di riconciliazione nazionale. Pensi ai tanti sindaci di destra delle capitali occidentali che sfilano al Gay Pride.


E superi anche lei il pensiero che l’omosessualità distrugge la famiglia. Noi facciamo parte della famiglie eterosessuali e combattiamo per vedere riconosciute le nostre, a volte i migliori interpreti di questo valore, per la forza con cui lo desideriamo.

Tags: alemanno, gay, pride, roma

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Risposte a questa discussione

Bella. Molto bella.

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cristiana prima o poi da una parte o dall' altra, intendo bologna o roma ci conosceremo l'altro giorno sabato qua a bologna Aurelio Mancuso l'attuale presidente arcigay nazionale ha fatto una notevole autocritica alla stessa arcigay per la mancanza di rappresentatività nonostante gli oltre 43 circoli territoriali di cui gode non sto qui a descrivere tale autocritica ma il tutto è stato registrato in quanto era un convegno nazionale nell'ambito del gaypride nazionale cosa che lo già riportata altrove fra le varie figure storiche c'erano un giovanni dall'orto e un beppe ramina invitati come moderatori a 2 tavole rotonde Sergio lo Giudice era presente a titolo personale e franco grillini ha fatto una fugace comparizione sabato in mattinata
e sì cara cristiana prima o poi dovremo dare una visibilità al nostro interno o quantomeno far sentire sempre in maniera circospetta ma forte la nostra presenza come fai e sai fare tu, d'altronde senza odore di voltafaccia abbiamo un Sergio Lo Giudice abbiamo un gruppo dell'arcigay di modena che organizzo una serata con Ivan Scalfarotto e la Bastico e sempre assieme a Lo Giudice poi abbiamo altri di Bergamo e penso che strada facendo ne usciranno anche altri se già non ci hanno riconosciuti votandoci come PD per quanto riguarda l'immagine di un PDlgtb sarò nostalgico ma oltre il nostro arcobaleno che molti non sanno è diverso da quello dei verdi o della pace suggerirei il nostro famoso triangolo rosa o il LAMBDA poi va bene ci siamo tutti non solo io ma questi simboli ci hanno caratterizzato dai tempi di cristhoer street alla deportazione nei lagher nazisti ora vedo se e in quale file riuscirò a trovare tali simboli
tieni presente che qui a bologna vicino alla vecchia sede storica del cassero c'è un monumento col triangolo rosa in ricordo dei nostri deportati
Ugualmente preferisco partecipare e aderire al pride romano ciao

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Buongiorno e buona settimana a tutti.
Credo che sia importante non dividersi sulla partecipazione o meno alle varie manifestazioni: la massima democrazia e partecipazione non si hanno nei circoli territoriali, qui ci vorrà del tempo per costruirla. Però credo che sia importante, su questi temi, l'agilità di questa formula di partecipazione e coinvolgimento politico, anche per quanto riguarda le iniziative di una certa importanza nei territori...come, appunto, il partecipare ad alcune di esse, difficilmente raggiungibili da un buon numero di aderenti al circolo e poi riportare quanto emerso qui condividendolo con tutti.
Un'interessante argomento di dibattito, quindi, credo sia proprio quanto emergerà nel gay pride bolognese.
Grazie daniele

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