Finalmente una bella notizia!
Cercando cercando, tra loft e caminetti, ho finalmente trovato un esponente del PD che risponde o quanto meno si avvicina, almeno così pare dal una analisi, seppur sommaria, del suo operato politico, alle caratteristiche che noi cittadini ricerchiamo nell'immagine del politico ideale. Pensate un po’, ce l’avevo qui vicino a me, e non me n’ero mai accorta…
Ma dico, come si fa a non accorgersene? Perché è un politico discreto, uno che non va ai salotti politici della tv, uno che si è visto un po’ in giro solo durante il caos dell’immondizia in Campania, giusto per dichiarare che da tempo Salerno aveva fatto richiesta per costruire un termovalorizzatore nel suo territorio e che non se n’era fatto mai nulla. Insomma, si tratta di Vincenzo de Luca, il sindaco di Salerno.
Durante i suoi tre mandati, De Luca ha operato, e bene a quanto pare, per cambiare il volto della sua città, tanto che nell’ultimo sondaggio «Governance Poll» del Sole 24 Ore, pubblicato a gennaio, risulta essere il sindaco italiano che ha più incrementato il proprio consenso dal giorno dell’elezione.
Oggi è al 75%, con 18 punti in più rispetto a quanto ottenne il 12 giugno 2006… E che vuoi di più, in questo tempo di vacche magre?
E poi, oltre che nel ben fare, De Luca è maestro anche nel bel parlare, e soprattutto, è uno che le cose non le manda a dire.
In un
reportage di Federico Geremicca, pubblicato oggi (10/05/08) su La Stampa, infatti, leggiamo dei passaggi davvero interessanti.
Sulla sicurezza ad es., dichiara al giornalista: “Lo sa qual è la tragedia? E’ che tante volte noi alla gente diamo l’impressione di ragionare più dal punto di vista del romeno che ruba che da quello del pensionato che è stato derubato. In queste faccende, per tanti miei amici e compagni la parola responsabilità non è mai esistita, è sempre colpa di qualcos’altro, del contesto, della storia, della società: e invece ci sono responsabilità personali che vanno punite, e reati che vanno repressi. Anzi: è venuta l’ora che noi si impari a dire la parola repressione con un senso d’onore”.
Del resto, e si riferisce al caso di una ragazza aggredita ma, fortunatamente scampata al tentativo di violenza nei pressi della Stazione Ferroviaria di Salerno, “Io sono il sindaco: che gli vado a dire, a quel padre? Gli vado a parlare di integrazione e di solidarietà? Noi dobbiamo dire cose vere a uomini veri, non cose finte a uomini finti che immaginiamo solo noi. Ci vogliono parole serie. E verità. E’ per questo che non mi convince quello che stiamo dicendo dopo la sconfitta a Roma, e cioè che sulla sicurezza noi siamo meno credibili della destra. Noi non siamo meno credibili della destra: noi dobbiamo cominciare a dirci che non siamo credibili per niente. Perché un governo che non riesce a varare nemmeno per decreto uno straccio di provvedimento sulla sicurezza, è un governo che fa ridere: non è che è meno credibile, che è un modo per consolarsi”.
Questo mi sembra un commento, a dir poco, onesto, obiettivo, legittimo, il commento di una persona che, sia rispetto a se stesso sia rispetto al suo partito politico di riferimento, fa non solo autocritica ma cerca anche le soluzioni immediate e immediatamente fruibili dai cittadini del comune di cui è sindaco. Mi sembra il commento di un politico che, una volta tanto, ha la capacità, e soprattutto la volontà, di guardare se stesso e il suo partito come dall’esterno e vedere come dall’esterno è percepita la sua figura, come sarebbe percepita se si comportasse in modo diverso e come il cittadino vorrebbe che fosse il suo sindaco.
In questa ottica, quindi, è normale che De Luca affermi: “Sento i miei dirigenti parlare in tv e spaccherei lo schermo. Non parlano, insegnano. Non dicono, pontificano. Sono lì tutti impettiti come se venissero dallo sbarco in Normandia: e invece veniamo da una tragedia. Uno dei nostri problemi è che abbiamo un gruppo dirigente campato in aria e totalmente sradicato dal territorio».
Lui, intanto, mentre gli altri parlano, compie ogni giorno, a capo di una pattuglia di vigili, dei giri di controllo nelle strade, nei quartieri a rischio, sul lungomare, e proprio durante uno di questi giri una prostituta (peraltro già espulsa dieci volte) l’ha aggredito e gli ha fatto a pezzi gli occhiali, mentre un’altra gli ha gridato contro che se solo l’avessero toccata, avrebbe ingaggiato il miglior avvocato di Salerno e li avrebbe messi in un mare di guai…A Napoli diciamo, “cornuto e mazziato”!!!
Ebbene sì, tutto questo è possibile perché in Italia le leggi che abbiamo fanno solo ridere… “Siamo il Bengodi d’Europa.- dice De Luca - E noi, arroganti, supponenti e astratti, sulla sicurezza continuiamo a fare discorsi finti, per uomini finti... Finirà che affogheremo nei nostri sociologismi e nella nostra inconcludenza”. Nel frattempo, però, lui ha cancellato dalla città gli ambulanti abusivi extracomunitari, costruendo per loro un grande «mercato etnico»: «Dopodiché, se ne trovo qualcuno che vende sui marciapiedi, lo prendo a calci nel culo».
Ma che uomo duro che è questo sindaco! Altro che Bossi, altro che Esercito della Padania! De Luca, le cosiddette ronde le ha istituite otto anni fa, “pensionati, ex carabinieri, ex sindacalisti che vigilano sui bambini che giocano e hanno come arma un cellulare del Comune”… E poi, nel 2006 ha dotato i suoi vigili urbani di manganelli, o meglio di “mazzette di segnalazione notturna”, come sono definite negli atti amministrativi.
Certo, non è che voglia per la sua Salerno uno stato di polizia, ne è ben lungi, ma ha ben chiaro il concetto, e in questo mostra un grande spirito innovatore, che la sinistra deve liberarsi dal complesso di superiorità che la caratterizza, deve mettere da parte quella sua supponenza che ormai è irritante…certo è dura, ma lui lo fa e intanto si chiede: “quanti sono disposti, nel centrosinistra, a mettere nel loro vocabolario la parola repressione?” Quanti sono disposti a fare come fece Blair: duri col crimine e duri con le ragioni del crimine? Mah, chissà… Quel che è certo è che nell’immediato il crimine è il problema principale e contro di esso esiste una sola risposta: la repressione. “E allora diamola, questa risposta.- dice De Luca –e poi pensiamo all’integrazione, per le cui politiche - come tutti sanno, mentre raccontano favole - non c’è una lira”.
Praticamente siamo di fronte ad un paradosso: è come se il voler dare la sicurezza alla povera gente ci facesse sentire di destra…è una logica arcaica… “Oggi – dice De Luca - per me di sinistra è solo difendere il primato dei diritti universali, volere una sanità e una scuola pubblica, garantire il diritto alla mobilità di cittadini e merci. Sul resto, basta ideologismi. E vorrei che quelli come se accettassero il fatto, finalmente, che il mondo di cui siamo figli non esiste più”.
E come dargli torto? Se consideriamo che agendo con questa logica il PD ha consegnato Roma nelle mani di Alemanno, non gli si può dare affatto torto.
E’ un sindaco moderno De Luca, sicuramente capace di andare al di là degli steccati ideologici per il bene della comunità.
Ma, a conclusione di questa analisi del “fenomeno” De Luca, mi chiedo se i dirigenti del Partito Democratico avranno la sapienza di raccogliere il sassolino lanciato nello stagno non come una provocazione, rilanciandolo al mittente con l’accusa di aver fatto uno sfogo del tutto personale, bensì come una proposta di un nuovo tipo di comportamento politico e amministrativo da realizzare nelle città amministrate da sindaci del PD.
Siamo di fronte ad un’incognita…ma del resto, parecchie cose all’interno del PD sono ancora un’incognita…