Circolo Pd Barack Obama

Circolo del Partito Democratico "Barack Obama"

Paolo Borrello

Per i meno giovani: avete dimenticato Peppino Impastato? Per i più giovani: conoscete Peppino Impastato?

Trenta anni fa non fu assassinato solo Aldo Moro, ma, nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1978, fu assassinato Peppino Impastato, militante di Democrazia Proletaria che nella radio locale da lui fondata criticò duramente le cosche mafiose di Cinisi, in provincia di Palermo, dove viveva. Inizialmente si disse che Impastato era morto in seguito ad un tentativo di attentato terroristico, dopo si parlò di suicidio. In realtà, successivamente, dopo molti anni, fu condannato Gaetano Badalmenti, il noto boss mafioso, come mandante dell'assassinio.
Non devono dimenticarlo, i meno giovani, e devono conoscerlo, i più giovani.
Perchè non ne parliamo un po'? (comunque nel mio blog "www.paoloborrello.ilcannocchiale.it" ho inserito un post in cui mi occupo delle sue vicende)

Tags: badalamenti, impastato, mafia, sicilia

Rispondi

Risposte a questa discussione

Hai fatto bene a metterlo sul WEb, sicuramente i giovani non lo sanno. Ho appena rivisto stamattina, la storia su RAi Educational di Minoli.
Se vogliamo informare i più giovani sulla storia d'Italia più recente e sulle collusioni tra mafia e politica, questi fatti dovranno essere messi a conoscenza. Non basta MInoli alle otto del mattino.
Grazie Paolo

Rispondi

C'è un bel film che racconta la storia e che può essere (anzi, sicuramente è ed è stato) un veicolo di conoscenza per molti che, come me, allora non erano magari nemmeno ancora nati: "I cento passi" di Marco Tullio Giordana, con Luigi Lo Cascio e Tony Sperandeo. Chi già non lo conoscesse e volesse saperne di più trova la scheda qui

Rispondi

Proprio grazie al film, la storia è abbastanza conosciuta al grande pubblico, ormai, anche ai più giovani. Il film resta però un po' troppo politicamente corretto, invito a scaricarsi in rete le trasmissioni originali di Onda Pazza. A volte son inutilmente volgari e non sempre son divertenti, eran comunque semplici ragazzi di provincia, però c'è una cattiveria satirica che nel mondo del finto bon ton politico di oggi andrebbe recuperata. O vogliamo lasciarla a Beppe Grillo?

Sul tema c'è anche uno spettacolo teatrale, Amore non ne avremo, che lega i destini di Moro e di Impastato.. credo di andarlo a vedere proprio stasera!

Rispondi

Grazie Matteo. Vedrò se mi riesce vederlo.

Rispondi

Paolo, quella di Impastato è una delle tante vicende che hanno insanguinato questo disgraziato paese. Ma purtroppo penso che alla maggioranza dei giovani di oggi queste storie non interessino affatto. Io li guardo per la strada o nelle varie trasmissioni televisive e penso che abbiano nella testa altre cose molto più futili. Le persone con cui parlo dell'argomento mi dicono che ho ragione ma che questi giovani non scateneranno mai una guerra. Non so cosa pensare.

Rispondi

Questo dibbattito sui "gggiovani" andrebbe ampliato. Vero è che c'è tanto disinteresse, ma davvero la generazione passata aveva solo alti ideali o la maggioranza silenziosa era esattamente come quella di oggi, con la differenza che molti di essi erano costretti a trovar lavoro mentre ora posson campare qualche anno in più sulle spalle dei genitori?
Non confondiamo la gioventù personale, magari ricca di impegno, con quella della collettività. I giovani delle fasce più popolari non credo si interessassero del dibattito politico. Venivano visti come nemici nel 68, come notava Pasolini, perché magari per vivere si arruolavano in polizia. Ma l'errore elitario della sinistra italiana sta proprio qui. Grande dibattito politico alto che conquista il voto della piccola/media borghesia (sempre più in crisi, con gli effetti che si specchiano immediatamente sul risultato elettorale), abbastanza istruita da capire le necessità del paese e non implicata nei grossi giri d'affari garantiti dalla desta. Ma, e qui sta l'anomalia, quella stessa destra oltre agli affaristi pesca voti fra chi ha meno e non si rende conto che vota per chi gli toglierà anche quel poco che ha. Iniziare a disprezzare quella fascia di popolazione, a partire dai giovani che sono l'unica risorsa per il futuro, non aiuterà certo a cambiare le cose.

PS (per la cronaca): grazie al film molti giovani, ti assicuro, hanno iniziato a farsi domande, si son interessati... il problema non sono i giovani, sono i modelli che vengono loro proposti. Se son quelli che anche tu guardi in tv, ovvio. Ma se gli dai altro, lo accolgono con piacere. Se un Pietrangeli mi passa da Contessa a Maria De Filippi... poi non posso lamentarmi dei giovani!

Rispondi

Riguardo a Pietrangeli, posso spezzare una lancia a suo favore, visto che una volta ci frequentavamo e lo conosco un po'? Io so che sembra una contraddizione, la sua scelta: ma vi assicuro che puo' essere assimilata a quella di un Cassavetes che accettava di far l'attore anche nei più mediocri film hollywoodiani per poter poi concedersi il lusso (ed appagare il proprio bisogno di esprimersi) di finanziarsi e prodursi i suoi film impegnati. Paolo continua a lavorare sul fronte delle proprie convinzioni politiche, anche se naturalmente le sue realizzazioni in quella dimensione non hanno la stessa visibilità delle sue regie per programmi commerciali (e, purtroppo, anche portatori di modelli culturali deteriori, è bene ammetterlo!).

Rispondi

Sapevo di queste produzioni, avendo letto una sua intervista su Vanity Fair.
Ma il piatto della bilancia resta dal lato sbagliato, purtroppo

Rispondi

Caro Luigi, hai ragione, prende lo sconforto, soprattutto se prendiamo a riferimento le Tv.
A me è capitato di aver fatto conferenze ai giovani, nelle scuole superiori, su vari argomenti, ma ti posso assicurare che si comportano così per grande ignoranza, in quanto le agenzie educative non mirano a documentarli.
Pensa, però anche ai ragazzi calabresi, a quelli siciliani e a quanto stanno facendo nei quartieri, nelle scuole, nella vita della città. Il lavoro non si vede perchè non si vuole rendere nota questa parte attiva e buona della società. Si vuole oscurare il problema, come più volte ha sostenuto Cuffaro.
Non ha il riscontro sociale ma c'è.
Incoraggiamoli e non lasciamoli soli.
Un piccolo episodio.
Quando a Firenze ci fu Il Social Forum, come ricorderai, arrivarono giovani da tutta Italia.
Mi presi la briga di frequentare i loro gruppi di studio e di dibattito. Erano documentatissimi e la loro area politica era prevalentemente Rifondazione Comunista.
Bertinotti venne osannato insieme alla Naomi Kampbell e ti dirò, persino Rosy Bindi che pure io stimo.
Non solo rimasi stupita per tanta preparazione, ma ebbi pure una conferma sulla scarsissima preparazione e informazione dei ragazzi del NORDEST.
Questi ultimi si meravigliarono tanto per la profondità del dibattito portato avanti dagli altri giovani, in modo particolare si referivano a quelli fiorentini.
Investire in cultura ed istruzione come fa la Regione Toscana paga.
Aggiungo e poi finisco, c'è un gioco di rimbalzo e di delega fra la famiglia e la scuola.
L'una pensa che la formazione e l'istruzione sia a totale carico della scuola.
L'altra ritiene che tocchi alla famiglia. In tal modo, sopratutto, nelle scuole superiori la formazione è confinata alla buona volontà di pochi docenti.
Rimangono le nozioni.Spesso anche poche e con programmi sempre più ridotti.
La politica ha fatto il suo corso e lascia i segni.
Spesso arrivano alla maturità affrontando a grandi linee la seconda guerra mondiale.
Figuriamoci il dopo.

Rispondi

Ah, il social forum fiorentino...che ricordi! andai lì per passarci una mezza giornata e restai lì per 3 giorni! :-p

Rispondi

Benché, naturalmente, dia più risalto alla ricorrenza relativa ad Aldo Moro, segnalo con piacere che il sito del Partito Democratico ha pubblicato anche il seguente articolo:

Negli occhi la voglia di cambiare - In ricordo di Peppino Impastato

“Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto.. La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato”.

Con queste parole, scritte dal gruppo folk-rock dei Modena City Ramblers, viene fotografato il tragico attimo della morte di Peppino Impastato, ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio da Cosa Nostra su ordine del boss Tano Badalamenti.
Una vita, quella di Peppino Impastato, dedicata alla battaglia contro la mafia, in anni in cui l’omertà e la paura dominanti, soprattutto in Sicilia, creavano un terreno fertilissimo per lo sviluppo e la crescita delle organizzazione criminali. In quegli anni, a cavallo tra gli anni 60 e la fine degli anni 70 solo in pochi ebbero il coraggio di denunciare e lottare attivamente contro lo mafia. Tra questi, il nome di Peppino Impastato, giovane militante di Democrazia proletaria, rimarrà per sempre impresso nell’olimpo dei martiri che hanno pagato con la vita il loro sacrificio per un Paese migliore.
“Ancora oggi Peppino rappresenta la bella gioventù di questa terra straordinaria quella che non piega la schiena, che non si gira da un'altra parte per non vedere, che grida la propria indignazione davanti all'ingiustizia, che anche in politica non ama i calcoli e gli opportunismi, che sogna un presente e un futuro diverso e migliore e che per la realizzazione di questo ideale è pronta a sacrificare persino la propria vita”. Sono le parole con le quali Giuseppe Lumia, senatore del PD da sempre impegnato nella lotta contro cosa nostra, ha ricordato il giovane ucciso a Cinisi trent’anni fa. “Penso che le parole più belle su Peppino Impastato – ha aggiunto Lumia – le abbiano scritte recentemente dei ragazzi come lui, i Modena City Ramblers”. E proprio alcuni passaggi del testo della canzone “Cento passi” sembra essere lo strumento migliore per ripercorrere la vita di Peppino.

E' nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un'ideale ti porterà dolore..


Giuseppe impastato nasce a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa. Il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, e lo zio e gli altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella. Ancora ragazzo, rompe con il padre, che lo caccia di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L’idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo di dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo Musica a cultura e nel 1976 fonda Radio Aut, emittente libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.

Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non è servito, gli amici disperati non l'hanno più trovato..


Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio di quell’anno, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, in occasione della consultazione elettorale, i cittadini di Cinisi, scrivendo il suo nome tra le preferenze, riescono ad eleggerlo, simbolicamente al Consiglio comunale. Stampa, forze dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, del suicidio.
Grazie all’attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato proprio a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l'inchiesta giudiziaria. Nel maggio del 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti. Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla Pizza connection. Nel gennaio 1988, il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l'archiviazione del caso Impastato, ribadendo la matrice mafiosa del delitto, ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei corleonesi. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un'istanza per la riapertura dell'inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell'omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l'inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l'udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l'Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia all'udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell'udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell'Ordine dei giornalisti. Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. Nella commissione si rendono note le posizioni favorevoli all' ipotesi dell' attentato terroristico poste in essere dai seguenti militari dell' arma: il Maggiore Tito Baldo Honorati; il maggiore Antonio Subranni; il maresciallo Alfonso Travali (fonte: Relazione Parlamentare sul caso Impastato). Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all'ergastolo.
La giustizia, in questi anni, ha compiuto il suo percorso. La battaglia di cui Impastato è stato uno degli interpreti principali è ancora aperta, ancora tutta da giocare. Di certo se i giovani italiani, i giovani siciliani, seguiranno il cammino tracciato da Peppino e da chi come lui non ha avuto paura di gridare la sua rabbia, questa battaglia si può e si deve vincere.

Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura contando cento passi lungo la tua strada

Rispondi

Ma è giornalisticamente corretto spargere per un articolo una canzone intera? :-p

Scherzi a parte, fa piacere che se ne siano ricordati, anche se la sigla di Onda Pazza andrebbe molto bene a descrivere la nostra situazione odierna:
FACCIAMO FINTA CHE TUTTO VA BEN...

Rispondi

RSS

Informazioni su Circolo Pd Barack Obama

Audio/Video/Chat

Chat | RadioTV

Dal Blog del Circolo Obama

Attività Recenti

Alessandro Mencarini Alessandro Mencarini ha risposto alla discussione Il Cineforum 54 minuti fa
Delfo Curcio Delfo Curcio ha aggiunto un video: Berlino 24 luglio 2008
Berlino 24 luglio 2008
59 minuti fa
pasmal pasmal ha risposto alla discussione Preferenza subito! 1 ora fa
Enzo Lodesani Enzo Lodesani ha avviato una discussione intitolata Un quorum per fare attività? Ripensateci. 1 ora fa
Pierfrancesco Pierfrancesco ha risposto alla discussione Preferenza subito! 1 ora fa
Pierfrancesco Pierfrancesco ha risposto alla discussione Preferenza subito! 1 ora fa
isabella isabella ha lasciato un commento per Silvia Ricordy 2 ore fa
Luigi Luigi ha lasciato un commento per Silvia Ricordy 2 ore fa
Attilio Attilio ha risposto alla discussione Preferenza subito! 2 ore fa
Silvia Ricordy Silvia Ricordy ha lasciato un commento per isabella 2 ore fa
Silvia Ricordy Silvia Ricordy ha lasciato un commento per Luigi 2 ore fa
pasmal pasmal ha risposto alla discussione Preferenza subito! 2 ore fa

Gruppi

© 2008   Created by Circolo Pd "Barack Obama" on Ning.   Create your own social network

Segnala un problema  |  Commenti e suggerimenti  |  Privacy  |  Termini del servizio