scuola e demagogia
Scusate, sarò monotematica, ma torno a parlare di scuola , perchè non mi piace quello che sta succedendo: da un lato la Gelmini propone delle cose, dall'altro la sinistra la attacca non sulle questioni importanti, ma per il fatto che è un ministro di destra e in quanto tale sicuramente le sue proposte sono obsolete e sorpassate. Esempio: la Gelmini propone il ripristino del voto di condotta e l'Unità la attacca sostenendo che: "Quella del rigore sotto forma di voto in condotta è una proposta buona per ogni tempo, pur di non parlare di scuola. Sarebbe interessante, considerando questa ricorsività, comprendere, ad esempio, quali dati Gelmini abbia sotto mano per ritenere che l’attribuzione al voto in condotta del potere di bocciatura possa rappresentare un deterrente per scoraggiare quanto talvolta accade - e non dovrebbe - nelle scuole italiane. Chiunque abbia praticato le aule scolastiche con una certa consapevolezza (e certo non è il caso del ministro) sa bene che la relazione non si costruisce sulla minaccia. E che la maggior parte di coloro che sarebbe a rischio bocciatura per la condotta si autodistrugge già precedentemente sul piano degli apprendimenti: arrivando - per via parallela - allo stesso risultato. Inutile sottolineare la stretta dipendenza tra questa dinamica e l’estrazione socio-culturale." Alcune modeste osservazioni:
1. questo è un falso problema: il voto in condotta c'è già nelle scuole superiori (sarebbe bene informarsi prima di scrivere...), dove non è mai stato tolto; c'è pure nelle scuole medie, dove è stato ripristinato dalla Moratti.
2. il voto in condotta non è una minaccia, ma un giudizio su un tipo di comportamento che oggi è spesso (non talvolta) inaccettabile socialmente.
3. Chi pratica oggi la scuola sa bene che non è vero che chi si comporta male "si autodistrugge sul piano degli apprendimenti": sono sempre più frequenti i casi di "bravi ragazzi" che riescono a prendere la sufficienza o anche di più nei test, ma poi hanno comportamenti distruttivi verso gli altri e le cose.
4. Non è neppure più vero che i comportamenti di questo tipo hanno una matrice socio- culturale (se con questo si intende estrazione sociale umile, famiglia disastrata ecc.): sempre più spesso, questi comportamenti sono messi in atto dai "figli di papà" (e perfino la cronaca ce lo testimonia, con i suoi casi più eclatanti).
Dunque: smettiamo di fare del populismo e poniamoci veramente il problema della scuola, cioè dell'educazione dei giovani, che non si risolve con il voto in condotta, ma neanche attaccando il voto in condotta.
Parliamo invece delle classi che diventeranno numerosissime, impedendo anche agli insegnanti volonterosi di occuparsi dei singoli studenti; parliamo dei tagli di personale e dei mancati incentivi, parliamo della percentuale di pil destinata alla scuola, che ci pone in coda all'Europa e che sarà ulteriormente tagliata. Facciamo le nostre battaglie su cose concrete!!
Tags: demagogia, gelmini, scuola
Condividi
Devi essere un membro di Circolo Pd Barack Obama per aggiungere commenti!
Partecipa in questo network