HIV + DIVERSITA' COMPRENSIONE
RISULTATO ELABORATO DA UN GRUPPO DI AUTO MUTUO AIUTO HIV+ Bolognese
"Mi sento uguale agli altri nonostante sia affetto dal virus HIV" : vi è una contraddizione in questo pensiero che però è ricorrente e dominante nella vita dei sieropositivi.
Alcuni vivono la sieropositività abbastanza serenamente grazie alle cure ora disponibili; altri ritengono che oggi i nuovi farmaci permetterebbe di considerare l'infezione e l'AIDS una malattia cronica.
C' è silenzio intorno a questa condizione, e nel silenzio il sieropositivo si sente costretto a subire il proprio stato, consapevole dei pregiudizi e angosciato dal rischio di emarginazione. Ma anche continuare a vivere facendo finta di niente è un "lento morire". Parlarne non è solo una scelta coraggiosa ma forse l' unico modo per aiutare se stessi e poter finalmente accettare, accettarsi , farsi accettare.
Diventa così, di fondamentale importanza, trovare la forza per uscire dall' isolamento ed aprirsi, sfogarsi, confrontarsi, con chi vive lo stesso problema, per capire che le esigenze individuali sono in realtà esigenze comuni, ma che ancora nessuno ha il coraggio di " urlare". Il silenzio uccide la dignità, alimenta la paura di chi vive la sieropositività e degli altri.
C' è il desiderio di trovare serenità nel vivere questa condizione senza sentirsi inutili, in modo particolare quando si è in stato di invalidità, nell' inserimento lavorativo. I bisogni di un sieropositivo nella sfera personale, sociale, ed affettiva non differiscono da quelli di qualsiasi altro essere umano ma, per chi ha contratto il virus i disagi sono innumerevoli : dal lavoro assunzioni negate, e contratti non rinnovati, ai rapporti interpersonali, amici, parenti e conoscenti che si dileguano, all' amore (tema estremamente complesso e delicato, causa di disagi interiori, frustrazioni, sensi di colpa e scelte obbligate).
Certamente oggi la situazione è cambiata rispetto ai primi anni dalla comparsa del virus. con la continua immissione di farmaci sul mercato le prospettive di vita e la qualità della stessa sono migliorate.
Grazie all'impegno delle associazioni, dei gruppi di auto mutuo aiuto e degli altri strumenti comunicativi (siti dedicati al problema), le distanze fra sieropositivi si sono accorciate, ma permangono ancora distanze e incomprensioni tra sieropositivi e sieronegativi.
Dell' HIV si parla raramente (o, comunque, principalmente in riferimento ai paesi in via di sviluppo) e ci si limita ad avvertimenti sul sesso protetto e sul costo oneroso dei preservativi ; ma di quelle che sono le problematiche psicologiche, le difficoltà di tipo fisico, l' auto - esclusione dal mondo delle persone affette da questa infezione non se ne parla mai.
Spesso nemmeno si spiega la differenza tra sieropositività e stato di AIDS ; di conseguenza, chi non ha l' HIV non può assolutamente comprendere cosa significhi essere sieropositivo e pensa a chi è affetto dal virus solo come un pericolo. Sembra paradossale ma persino nell'ambito sanitario vi è ignoranza : la persona HIV+ viene spesso trattata come un paziente di serie "B".
La scarsa e non sempre corretta informazione sull' argomento è anche causa dell' aumentata diffusione del virus. Non sono in pochi a domandarsi a chi interessa questo silenzio e come è possibile che dopo tanti anni e numerosi fondi investiti per la ricerca, non si sia ancora riusciti a scoprire la maniera per sconfiggere il virus.
Tags: aids, dignità, domanda, forza, hiv, malattie, patologie
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